«Ipotesi ardita e innovativa, ma non reggerà il giudizio»
Parlano di ripensamento della procura, le difese dei nuovi indagati. Perchè è bene ricordare che per le diverse posizioni (Dondi e Parmeggiani per Tecopress e Manuzzi e Fipertani per S.Agostino) la...
Parlano di ripensamento della procura, le difese dei nuovi indagati. Perchè è bene ricordare che per le diverse posizioni (Dondi e Parmeggiani per Tecopress e Manuzzi e Fipertani per S.Agostino) la procura aveva già chiesto l’archiviazione. Poi con un fuori-dentro, ha cambiato opinione e capo d’imputazione: «Prendiamo atto dello sviluppo delle indagini della procura - spiega Andrea Marzola, legale di Tecopress - e del ripensamento adottato. Siamo assolutamente convinti che la ricostruzione accusatoria sia ardita e ragionevolmente infondata. Certo, la costruzione giuridica proposta dalla procura è innovativa, ma non crediamo possa reggere il vaglio del giudizio». In caso contrario, però, potrebbe aprire nuovi scenari, per le inchieste in corso anche quelle per cui si sta ragionando per l’archiviazione in altre province: è possibile?
«Possiamo solo obiettare - spiega Marzola che ragionare in questi termini dopo la tragedia del terremoto è facile, vogliamo sottolineare che pur alla luce delle indicazioni del 2003 (Ferrarese zona sismica, ndr), nessun imprenditore operò nel senso indicato dalla procura, anche perchè ribadiamo che non vi era nessun obbligo giuridico per mettere a norme antisimische le strutture». Altro paradosso, che potrebbe essere evidenziato sui nuovi sviluppi è il fatto che per l’inchiesta Ursa, ormai giunta al processo, non vi sono state contestazioni ai titolari della multinazionale nè ai responsabili della sicurezza: essendo di fatto inchieste analoghe (Ursa, Tecopress e S.Agostino), come è possibile che all’interno della stessa procura vi siano state conclusioni diametralmente opposte?
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