Pochi i fondi intercettati dalle aziende ferraresi
Si rileva dai dati emersi la scarsa propensione a beneficiare di soldi pubblici È in fase di avvio il nuovo progetto che mette a disposizione quasi 482 milioni
Le imprese ferraresi non brillano per capacità di intercettare fondi pubblici. Un fatto già emerso in passato e che trova una nuova conferma in sede di Regione Emilia-Romagna. La giunta guidata da Stefano Bonaccini ha reso infatti noto pochi giorni fa la graduatoria finale del bando Por Fesr 2007/2013, in pratica lo strumento strategico finalizzato allo sviluppo economico territoriale. Ebbene, nell’elenco definitivo delle aziende che possono beneficiare di contributi a copertura di spese precedentemente assunte si fa fatica a evidenziare quelle appartenenti alla nostra provincia. Decine e decine di pagine, per un totale di 1.732 domande ammissibili di finanziamento, in cui la sigla “Fe” non abbonda di certo.
La prima azienda nostrana figura solamente alla posizione numero 53 per ciò che concerne la lista stilata in base al punteggio assegnato ai progetti presentati: si tratta della Società consortile gestione turistica Delta del Po, che si è guadagnata 176 punti sui 200 massimi e soprattutto una spesa ammessa a finanziamento di 39.500 euro. Molto più indietro le altre, alle spalle di tantissime realtà bolognesi, modenesi, reggiane, romagnole. Al posto 85 c’è un’altra Srl, la Trb (174 punti e 45.034 euro di spesa ammessa). Per la terza bisogna scendere dopo la centesima posizione: ecco la Sanadent, 115esima. A seguire: Tecnoservice, Confezioni Sara, Kuku International Packaging, Cna Ferrara Servizi ed Informatica, Zuffellato Computers. E queste sono le uniche dentro le prime duecento realtà regionali. Ci sarebbe di che interrogarsi a livello di singole aziende locali, ma pure a quello delle associazioni di categoria e di Camera di Commercio, per una performance di così bassa qualità. Con il Programma operativo regionale Fesr l'Emilia-Romagna si pone l’obiettivo di caratterizzare sempre più la regione per dinamismo socio-economico, capacità di innovazione e qualità dello sviluppo, collocandola nel contesto delle regioni europee di eccellenza. Chiuso il Por Fesr 2007-2013, è in fase di avvio quello 2014-2020 che dispone di quasi 482 milioni di euro; risorse per ricerca e innovazione, sviluppo dell'Ict, competitività e attrattività del sistema regionale, promozione della low carbon economy, valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali e attuazione dell'agenda urbana per le città sostenibili.
Fabio Terminali
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