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La puzza invade Comacchio, è polemica

La puzza invade Comacchio, è polemica

Il sindaco Marchi: «Chi continua a nutrire dubbi, può abbandonare la tastiera del pc e venire a fare un giro con noi»

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COMACCHIO. «Ancora con questa puzza. Ci sono 13 gradi, possibile che si tratti di autocombustione?». È di nuovo polemica sul territorio di Comacchio, considerato che «da questa mattina (ieri, ndr) alle 5 l’aria è irrespirabile - dice il segretario di Rifondazione Andrea Rossetti - qualcuno faccia qualcosa». «Passano ad accenderla con l'accendino. Così hai qualcosa di cui parlare», la risposta secca dell’assessore Sergio Provasi. «Chi continua a nutrire dubbi sulla situazione – dice il sindaco di Ostellato Marchi – faccia come facciamo noi amministratori da un mese e mezzo, giorno e notte e abbandoni per un po’ la tastiera del pc, andando a controllare di persona dove ci sono i focolai nel Mezzano». Dalla prossima settimana nel Mezzano sarà operativa stabilmente una squadra di Vigili del Fuoco preposta allo spegnimento di eventuali fuochi emergenti. Questo è uno degli elementi di novità emersi durante il summit che si è svolto in Prefettura mercoledì pomeriggio. Permangono alcuni focolai di autocombustione della torba, dai quali, anche in questi giorni, hanno continuato a propagarsi esalazioni moleste, che hanno interessato tutto il basso ferrarese. «Ribadisco che non ci sono problemi di salute – ha assicurato Andrea Marchi, sindaco di Ostellato – e continua, anche dopo l’incontro in Prefettura, il filo diretto con la Regione Emilia Romagna nella persona dell’assessore alla Protezione civile Paola Gazzolo». «Con andamenti simili a quelli degli ultimi giorni di agosto e dei primi giorni di settembre». Marchi risponde anche alle perplessità di coloro che in queste ore sui social network si sono chiesti come possano innescarsi incendi nel Mezzano, in presenza di temperature notturne prossime ai 10 gradi centigradi. «Bisogna rendersi conto – prosegue Marchi -, che è il terreno sottostante a bruciare e non basta spegnerlo. È in atto una combustione sotterranea, dove già nei giorni scorsi si era verificato un incendio in un boschetto. Si sta valutando la possibilità di imbibire l’area innalzando la falda sotterranea». La torba dunque continua a bruciare sotto terra e non si tratta di fuochi che si sviluppano in superficie come qualcuno è orientato ancora a ritenere. Sinora anche i controlli effettuati dal Servizio Veterinario dell'Asl hanno confermato la genuinità dei prodotti agricoli e dei derivati del latte, ma gli accertamenti proseguiranno per scrupolo ulteriore sia sull'erba medica che sui prodotti destinati all’alimentazione animale.

Katia Romagnoli

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