Le aziende ferraresi in vetrina al Sana
Fino a martedì 15 al salone del biologico le ultime novità di un settore che tira In passerella il molino Sima di Argenta e La Romagnola di San Biagio
Da oggi a martedì 15 presso i padiglioni della fiera di Bologna appuntamento con il Sana ovvero il salone del biologico e del naturale giunto all’edizione numero 27. Tra i settecento espositori saranno presenti anche alcuni del nostro territorio. Oltre 20.000 gli operatori già accreditati, con un fitto calendario di 160 eventi collaterali in città, dove 27 ristoranti offriranno “biomenù”, e una notte “bianco-verde”, domani sera. In passerella ci saranno anche alcune aziende ferraresi. Si tratta del Molino Sima di Argenta (pad. 32) che presenterà le ultime novità riguardanti le farine bio di kamut, farro, grano tenero e duro, farine macinate a pietra; La Romagnola Bio di San Biagio di Argenta via Martiri del Ponte Bastia (Pad. 32) che presenterà la pasta secca bio artigianale. La Romagnola Bio sarà rappresentata dal Consorzio Bio Export Emilia-Romagna assieme a Con Bio di Sant’Arcangelo di Romagna; Fattorie Giacobazzi di Nonantola; Oleificio Pasquinoni di Coriano; Panificio Zanella di Bologna. Da segnalare anche la presenza dello stand della Regione Emilia-Romagna (Pad. 31 stand C 29) con la novità dei bufali allevati in Emilia-Romagna. Carni versatili in gastronomia e dalle proprietà nutrizionali che saranno illustrate in un incontro con la stampa specializzata dell’Arga intitolato “Il bufalo tra noi” con il contributo dell’allevatore e di Flavia Correale medico chirurgo endocrinologo e dietologo. Presente anche il Salumificio Pedrazzoli di San Giovanni del Dosso nel Mantovano (Pad.33) che venti anni fa inaugurò una linea tutta “bio”che opera diffusamente nel territorio ferrarese e produce, tra l’altro, anche la salama da sugo. Da annoverare anche il salumificio Golferadi Lavezzola nel Ravennate (Pad. 32) n appena oltre il confine con la nostro provincia che annovera diverse maestranze soprattutto provenienti dall’Argentano. Delle 3.876 imprese biologiche dell'Emilia-Romagna, ben 867 sono di trasformazione. Un dato che fa schizzare la regione al quinto posto per numero di aziende bio, al primo nella classifica che guarda solo alle imprese di trasformazione. L'assessore regionale all'Agricoltura, Simona Caselli. la quale ha spiegato che si tratta di un settore cui la Regione guarda con interesse e su cui si vuol investire. «Ci piacerebbe arrivare a raddoppiare la superficie dedicata al biologico, e che si avvicinasse al 20%».
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