Picchiati da una banda di minorenni
È successo di pomeriggio in Porta Reno. Il motivo: «Omofobia, questa volta non possiamo stare zitti», raccontano
«Stavamo camminando quando quei ragazzini hanno iniziato a gridare “F... di m..., dovete morire tutti. Quindi l’aggressione». Sono le parole di Filippo Bergamini, il giovane ferrarese che assieme ad altri due amici è stato picchiato alle 18.30 di mercoledì pomeriggio in Corso Porta Reno. L’aggressione è avvenuta in due momenti diversi - va avanti Bergamini - ho chiamati i carabinieri i quali mi hanno passato la polizia. Gli agenti sono arrivati dopo circa 15 minuti. Non possono succedere certe cose, non è possibile. Ho fermato io uno dei ragazzi, dicendo di aspettare l’arrivo delle forze dell’ordine. Per tutta risposta sono stato picchiato di nuovo». Bergamini è stato portato a Cona con l’ambulanza e la prognosi è di trenta giorni. «Li potrei riconoscere tra mille quei tre...».
«Siamo stati aggrediti da tre teppisti in pieno centro a Ferrara. Tanta violenza mista ad omofobia proviene da dei ragazzini, minorenni o appena maggiorenni: è qualcosa di malsano. La frustrazione nel non potergli mettere le mani addosso sarà attenuata dalla consapevolezza di avere la coscienza pulita, oltre che la fedina penale intonsa. Ma bisogna sempre, e sottolineo sempre, denunciare questi atti di viltà, inciviltà e disgustosa ignoranza, motivo per il quale siamo da poco usciti dalla questura. La denuncia è partita, spero davvero li identifichino, non perché desidero vengano puniti, ma perché capiscano che ogni azione ha sempre una conseguenza, perché imparino a rispettare il prossimo e a cucirsi le loro bocche di merda. Anche se i minorenni delinquenti, spesso vengono comunque trattati con i guanti di velluto (cosa alquanto opinabile). E dico a tutti voi, non lasciate i fatti nell’invisibilità, denunciate sempre». Alle 18.30 di mercoledì, Filippo Bergamini ed altri due amici, sono stati aggrediti in Corso Porta Reno, sotto i portici davanti alla Bnl. Una banda di ragazzini, a quanto pare quasi tutti minorenni, ha deciso che quelle persone andavano in qualche modo “punite” . Il motivo? «Omofobia», come scrive sulla sul suo profilo Facebook lo stesso Bergamini. «Hanno colpito solo me - spiega - ho preso due pugni in faccia e un dito rotto. Nulla di grave». E invece tutto è grave. È grave che tre persone non siano libere di camminare per strada, è grave che vengano colpite e discriminate solo perché omosessuali, è grave che ragazzini si comportino in maniera così vile e violenta. «Ho fatto denuncia - aggiunge Bergamini - le telecamere della banca hanno ripreso tutto». Bergamini è difeso dall’ avvocato Luca Morassutto. «Grazie per il sostegno alle associazioni Lgbt di Ferrara».
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