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Comacchio sogna un grande museo

Comacchio sogna un grande museo

Ormai emersa la nave di 18 metri nel sito di Santa Maria Cesarano: «L’obiettivo è esporre i 1499 reperti trovati»

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COMACCHIO. Il sito archeologico di Santa Maria in Padovetere è come un libro aperto: giorno dopo giorno racconta nuove pagine della storia che lo ha attraversato. Venerdì pomeriggio, in occasione della prima di una serie di aperture al pubblico dell’area, Mario Cesarano, direttore scientifico dello scavo, ha illustrato lo stato di avanzamento del cantiere. La nave tardo-romana venuta alla luce un anno fa è ormai stata scavata per 18 metri di lunghezza e tutt’attorno è stata rinvenuta una massicciata di laterizi, mattoni e ceramica di età romana, ove si contano numerosi frammenti ossei bovini ed equini. Sono stati inoltre rinvenuti frammenti che presentano bolli, sorta di marchio di fabbrica di possedimenti imperiali. Il contesto di scavo si è dunque notevolmente ampliato e tanti sono gli approfondimenti oggetto degli studio degli archeologi all’opera, coordinati da Cesarano, funzionario della Soprintendenza archeologia dell’Emilia Romagna. «Tra le ipotesi al vaglio – sottolinea Cesarano –, vi è quella secondo cui la massicciata dovesse impedire al fiume che scorreva proprio qui di erodere la sponda, trascinando in secca le imbarcazioni».

Subito dopo la massicciata infatti si trova l’antico alveo del Po con una spessa stratigrafia affastellata di segnacoli, punti di riferimento per le relazioni degli archeologi. Sono circa 50 le casse riempite con colli d’anfora e frammenti di ceramica recuperati nel sito archeologico in questo periodo, ma non appartenenti alla nave tardo-romana a fondo piatto e cucito, ritenuta uno dei pochissimi esemplari ben conservati, legati alla navigazione fluviale antica. «Stanno arrivando esperti di archeologia navale e restano meravigliati – aggiunge Cesarano – per l’ottimo stato di conservazione del legno, l’olmo, che ha 1.500 anni. Mentre si conosce molto della navigazione romana via mare, quella fluviale è pressoché ancora sconosciuta».

Cesarano ha anticipato che «l’obiettivo è pure quello di inaugurare entro la prossima primavera il nuovo Museo archeologico di Comacchio con i 1.499 reperti custoditi nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Ferrara». Con Cesarano collaborano gli archeologi Marcassa, Paganotto, Bruni, Petrucci, Costa, Masier e Beltrame.

Oggi visite dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, domani dalle 15 alle 18; info allo 0533 311316.

Katia Romagnoli

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