Emozioni, ricordi e citazioni Piace lo spettacolo di Fabi
COMACCHIO. Si è srotolato sull’onda delle emozioni, dei ricordi e di citazioni illustri il dialogo-confronto dal titolo “Come costruire una canzone”, con cui Niccolò Fabi ha entusiasmato, venerdì...
COMACCHIO. Si è srotolato sull’onda delle emozioni, dei ricordi e di citazioni illustri il dialogo-confronto dal titolo “Come costruire una canzone”, con cui Niccolò Fabi ha entusiasmato, venerdì sera, il folto pubblico assiepato attorno all’arena di Palazzo Bellini. Incalzato dalle provocazioni pungenti del cantautore bolognese Franz Campi (nella foto a destra con lui), Fabi ha convenuto, come il postino dell’omonimo capolavoro cinematografico di Massimo Troisi che «la poesia è di chi gli serve e non di chi la scrive». Mentre il repertorio musicale di Jovanotti apre ad una visione del mondo ottimista, ed Elio e le Storie Tese nei loro testi promuovono una concezione della vita in chiave ironica, Niccolò ha ammesso che «sono molto sentimentale, da non intendere solo nelle relazioni amorose. Sono gli aspetti sentimentali della realtà a colpirmi più di tutti gli altri».
Accompagnato dai battiti delle mani del pubblico, in buona parte giovanissimi, Fabi ha raccontato come alcune delle sue canzoni di successo abbiano avuto origine e come le stesse possano essere diversamente interpretate a seconda delle sonorità e dell’interpretazione, più che dal testo stesso. Niccolò ha così eseguito con varie sonorità la sua celebre Capelli del ’97, «scritta in la minore e non adatta a decantare vanto o euforia. Non è certo una canzone per chi si esalta, anche se i miei capelli occupano uno spazio vistoso».
Molto coinvolgenti poi i ricordi legati all’ispirazione di un altro sua celebre canzone, Il negozio di antiquariato, partendo dal ritornello, «dichiarazione programmatica sino alle strofe che sono il luogo della canzone che amo di più, perché raccontano di più». (k.r.)
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