Ferrara, nell’auto ritrovata le chiavi del giallo
L’Opel Corsa di Tartari era a Mizzana, a 10 km da Aguscello I sedili posteriori erano ribaltati. Ci sono tracce di sangue
FERRARA. Ha percorso oltre dieci chilometri chi ha guidato l’auto, una Opel Corsa nera, da Aguscello dove era parcheggiata nel garage di via Ricciarelli, casa di Pierluigi Tartari, fino al piccolo cimitero di Mizzana, nel parcheggio, nascosto e conosciuto solo da chi sa essere lì.
Ma non finiscono qui le stranezze di questa vicenda: chi ha guidato lo ha fatto per un lungo tragitto con la gomma bucata, distruggendo copertone e cerchione, come si presentavano sabato mattina ai tecnici della Polizia scientifica per il sopralluogo esterno dell’auto (corpo del possibile reato, da scoprire). In realtà l’auto l’hanno trovata sabato mattina, ad un controllo, gli agenti della Polizia municipale. Ma perchè proprio lì, ad una decina di chilometri da Aguscello; e quando sarebbe stata abbandonata in quel punto, subito mercoldì notte, o nei giorni successivi? Le domande degli inquirenti partono da qui, e le risposte sono la chiave per risolvere il giallo di Aguscello. Dentro l’auto c’erano tracce di sangue, così come tracce nella casa di Aguscello: è possibile dunque che una persona ferita o altro possa essere stata trasportata nell’auto?
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I sedili posteriori della piccola auto erano ribaltati (come per caricare qualcosa di ingombrante) ma nell’auto soprattutto c’era un telefonino, quello di Pierluigi Tartari, che, come ha spiegato ieri a la Nuova il fratello Marco, non era abituato ad usarlo tanto: le poche linee di traffico, però, potranno dare una traccia investigativa su chi l’anziano possa aver sentito poco prima di scomparire e soprattutto chi lo cercava in modo più ricorrente. Dopo i rilievi esterni della Polizia scientifica, l’auto è stata trasferita ai laboratori della Scientifica per «leggere», ciò che potrebbe essere accaduto al’interno dell’abitacolo: soprattutto si dovrà partire dalle analisi del sangue e incrociarlo con le tracce ematiche trovate nella casa di Aguscello. I test dovranno dire se si tratta dello stesso sangue e di chi possa essere.
E nel caso fosse di Pierluigi Tartari, perché chi lo ha aggredito, e rapinato (e costretto a prelevare il giorno dopo) lo avrebbe portato con sè nell’auto, a rischio di essere scoperto? Questa la vera domanda che -spiega un inquirente - rappresenta la stranezza della vicenda: «Non mi è mai accaduto in decenni di indagini un fatto analogo, c’è davvero di che preoccuparsi». (d.p.)
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