Ferrara, unanime condanna per l’aggressione omofobica
L’assessore Felletti: Ferrara non è così, apriremo sportello anti-discriminazioni Il sindaco vuole incontrare il giovane che ha denunciato l’episodio. Fabbri (Lega) esprime solidarietà ai tre ragazzi: è stata una ignobile agrressione, ma indignarsi non basta
FERRARA. L’aggressione omofoba a tre giovani gay mercoledì pomeriggio in pieno centro, in corso Porta Reno, ha suscitato meno reazioni di quanto ci si potrebbe attendere per un fatto di questa gravità. Al di là degli interventi di associazioni come Circomassimo e Arcilesbica, in effetti, ieri si è segnalata la presa di posizione dell’assessore comunale alle Pari opportunità, Annalisa Felletti, che annuncia anche la prossima apertura di «uno Sportello in cui sarà possibile denunciare le discriminazioni omofobiche subìte, questo con l’auspicio e la determinazione che fatti come quello che si è appena consumato, non si verifichino mai più nel futuro della nostra città».
L’assessore definisce «davvero inaccettabile» quanto accaduto in un pomeriggio qualunque, in una strada del centro, da parte di tre ragazzini che prima hanno pesantemente insultato, poi picchiato (prognosi di trenta giorni all’ospedale per due pugni in faccia e un dito rotto) tre giovani «solo perché omossessuali», come ha denunciato uno di loro. «Ferrara è una città inclusiva, che condanna l’omofobia e la transfobia, lo fa non solo a parole, quelle scritte sullo striscione rosa esposto dalle finestre del Municipio recentemente, con particolare attenzione alle scuole, ed alla condanna ferma delle discriminazioni, alla base delle quali stanno ignoranza e pregiudizi - si legge nella nota firmata da Felletti - I pregiudizi sono purtroppo sempre più spesso alla base delle categorie che vengono usate per descrivere parti della nostra società: sento spesso parlare di “gay” e “lesbiche” o di famiglie omogenitoriali, ma non si tratta molto più essenzialmente di persone e famiglie? Punto. Ognuno dev’essere libero di essere se stesso, ognuno deve poter rivendicare liberamente il proprio diritto universale alla felicità e all’autodeterminazione, deve essere libero di amare chivuole, perché non si decide chi amare, si ama semplicemente. Esprimo a Filippo (Bergamini, il giovane che ha denunciato l’aggressione, ndr) - la vicinanza dell’amministrazione comunale, io ed il sindaco chiederemo presto di poterlo incontrare».
L’assessore ha ricordato di aver «riconosciuto formalmente, per la prima volta nella storia cittadina», a Circomassimo e alle altre associazioni impegnate sul tema, un locale da trasformare in sede del loro coordinamento.
Deanna Marescotti (Pd), convocherà quanto prima la commissione comunale Pari Opportunità di cui è presidente:«Confido nella disponibilità di tutti a un confronto approfondito e a una presa di posizione unanime. Ogni singola/o cittadina/o, ogni forza politica dovrebbe indignarsi, denunciare, dichiarare con forza l’impegno a condannare e contrastare ogni forma di violenza e di discriminazione. L’etnia, la fede religiosa, il credo politico, l’orientamento sessuale non possono diventare elementi di discriminazione.
Sulla vicenda interviene anche il capogruppo regionale leghista, Alan Fabbri: «Condanniamo con la massima fermezza l’ignobile aggressione a Filippo Bergamini, Mario e Pasquale, e a loro esprimiamo tutta la nostra solidarietà. Ma l’indignazione non basta, servono contromisure e prevenzione». (s.c.)
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