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Il Tar: riaprite le Poste a Masi San Giacomo

Il Tar: riaprite le Poste a Masi San Giacomo

Emessa una sospensiva dell’ordine di chiusura dopo il ricorso del Comune Bizzarri: «Per noi una grande soddisfazione. Gli altri ci seguiranno a giorni»

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MASI TORELLO. Da domani l’ufficio postale di Masi San Giacomo torna alla sua normale attività lavorativa, almeno fino alla sentenza che uscirà dall’udienza cautelare del 24 settembre. Il presidente del Tar di Bologna, Michele Perrelli, ha infatti emesso una sospensiva dell’ordine di chiusura per la filiale di Masi San Giacomo riconoscendo le ragioni del ricorso presentato dal Comune (distanze e territorio rurale) e ritenendo la riapertura ininfluente sullo stato economico di Poste Italiane.

«Il decreto del presidente di fatto ha già sospeso la chiusura», spiega l’avvocato Gianfranco Berti, incaricato dal sindaco di Masi Torello, Riccardo Bizzarri, di seguire la pratica. «Il presidente ha sospeso interinalmente -continua l’avvocato - cioè prima ancora del contraddittorio, la chiusura dell’ufficio di Masi Torello e ha fissato l’udienza il 24 settembre. In pratica l’ufficio postale deve riaprire». Un provvedimento lampo perché il ricorso al Tar è stato presentato venerdì mattina e l’ordine di sospensiva è arrivato la sera stessa. L’atto è stato poi depositato in segreteria ieri mattina.

«Siamo il secondo comune in Emilia Romagna ad aver ottenuto questo provvedimenti. Ancora però bisogna combattere la guerra», racconta euforico il sindaco Riccardo Bizzarri. «Per noi il fatto che le Poste siano state obbligate a riaprire - continua Bizzarri - è una grande soddisfazione. Non siamo ottusi, capiamo che qualche filiale non è produttiva, ma ci sono delle leggi e noi ci siamo basati su queste. A Poste Italiane è da febbraio che diciamo che l’ordine di chiusura viola il decreto 2008 ma non ci hanno mai ascoltato». Poi il sindaco, spostando l’attenzione sugli altri comuni interessati dagli ordini di chiusura, sottolinea: «Sicuramente ci seguiranno e presenteranno a giorni il ricorso. Noi siamo stati più veloci perché tutti dalla popolazione, ai dipendenti comunali, all’opposizione, abbiamo lottato per ottenere questo provvedimento. Questo ordine del Tar può essere un bel viatico per far ripensare a Poste Italiane il proprio piano di razionalizzazione».

Andrea Perini

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