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L’ultimo abbraccio a don Marcello

L’ultimo abbraccio a don Marcello

Buonacompra si è fermata in occasione del funerale dell’amato parroco. Per 70 anni vicino alla sua gente e amico di tutti

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BUONACOMPRA. “Da sempre con noi. Per sempre uno di noi. Grazie don Marcello”.

Ieri l'ultimo commosso saluto a don Marcello Poletti, parroco per 70 anni della parrocchia di Buonacompra. Attorno a lui, alla sua persona e alla sua figura di sacerdote, s'intreccia la vita di tante famiglie che ieri non hanno voluto mancare alle sue esequie. Ad accompagnare il feretro nella struttura allestita davanti al cimitero, un lungo corteo di autorità e di parroci del territorio, mentre il rito funebre è stato celebrato dal vicario generale monsignore Giovanni Silvagni, affiancato sull'altare da monsignore Stefano Guizzardi e don Victor. A rendere omaggio all'amato parroco, scomparso martedì scorso dopo una lunga malattia, tantissima gente: i nipoti Maria Rosa, Luisa, Franco e Giovanni e l'intera famiglia Poletti, il sindaco di Cento Piero Lodi con il gonfalone della città, forze dell'ordine e di volontariato. Inchinandosi davanti al feretro del confratello più anziano per ordinazione della curia di Bologna, monsignore Silvagni ha pregato, anche per il cardinale Caffarra, impegnato nella consacrazione del nuovo arcivescovo di Modena, e per tutto il presbiterio: «Nei confronti di don Marcello tutti ci sentiamo figli, per la sua veneranda età, per la portata della sua persona, per il segno che lui è stato in mezzo a noi». Tanti i “frutti buoni” ricevuti da don Marcello, segno della “bontà della sua persona che, come una pianta, il Signore ha saputo ben coltivare. Ma ora, che è arrivato il momento del compimento della sua esistenza, tocca a noi raccogliere quei frutti e farne seme per una nuova pianta. Di quei frutti, ne avrà bisogno la comunità di Buonacompra, per restare viva e unita dopo le ferite subite». E ricordando la mattina del 20 maggio 2012, quando Silvagni arrivò a Buonacompra: «Qui, in piedi davanti alla sua chiesa, trovai don Marcello, con il bastone in una mano e l'ombrello in un'altra. Era immobile e diritto come una statua, con lo sguardo fissava le rovine della chiesa e piangeva, in silenzio. In quell'istante capii la tempra di questo uomo. Mi colpì il suo silenzio. Don Marcello parlava con la sua persona, il portamento, lo sguardo, i gesti» Scomparso a 98 anni, e 75 di ministero sacerdotale, «ora - ha detto ancora Silvagni - il Signore è venuto a riprendersi quello che è suo». Poi, il ricordo di un uomo «attaccato alla vita, senza nostalgie inutili di un passato che non ritornerà, proteso invece verso il futuro», e di un periodo difficile, quello della malattia: «Bello e consolante vederlo circondato dall'affetto e dalle cure amorose, mai da solo, e riconoscente di essere seguito e accudito».

Tra le preoccupazioni per «la chiesa crollata e la perdita in paese, dei punti di riferimento a causa del sisma, per la sua comunità che vedeva spegnersi mentre lui invecchiava, don Marcello – ha riferito Silvagni – ha dato esempio di grande spirito di adattamento. Ma adesso, “la sua vita è compiuta”.

Beatrice Barberini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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