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«Spero ancora di poter riabbracciare mio fratello»

«Spero ancora di poter riabbracciare mio fratello»

È scosso Marco per la scomparsa di Pierluigi e non riesce a darsi pace «L’ho chiamato 500 volte al telefonino, non risponde, è passato troppo tempo»

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FERRARA. Ha fatto squillare centinaia di volte il telefonino del fratello, Pierluigi, senza avere risposte: quel telefonino ritrovato ieri mattina nell’auto a Mizzana, nel parcheggio del cimitero. Marco Tartari, il fratello di Pierluigi, l’anziano scomparso da Aguscello, non sa darsi pace: cerca il fratello ancora nella speranza che sia vivo, perchè sente che deve esserlo.

È scosso, Marco Tartari, e come non potrebbe esserlo per la vicenda del fratello. Marco conosce tante persone a Ferrara che lo cercano in questi momenti, visto che è molto conosciuto nella provincia per i trascorsi calcistici, prima da giocatore negli anni Settanta, talentuosa stella della “sua” Spal e del Taranto, fra le altre, in seguito da allenatore nei maggiori campionati dilettantistici, per chiudere come osservatore della Giacomense, diventata grande grazie anche alle sue segnalazioni.

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Ieri mattina raggiunto al telefono, non aveva tanta voglia di parlare, per le continue telefonate di chi vuol sapere e stargli vicino in questi momenti: «Sto ricevendo molte telefonate – spiega – e rispondo solo perché spero arrivino notizie positive su mio fratello. Ho ancora delle speranze, poche però perché ormai è passato troppo tempo. Ho provato a chiamarlo 500 volte al telefonino, ma non risponde e lui poi non è abituato ad utilizzarlo e usarlo comunemente: è una situazione incredibile, spero solo davvero di poter riabbracciare mio fratello». Tra chi lo cerca, tanti sono giornalisti e giornali, e così ieri Marco Tartari è stato raggiunto telefonicamente anche dalla redazione di “Chi l’ha visto”, ma al momento ha preferito non rispondere, proprio perché spera ancora che l’amato fratello torni a casa: «Spero davvero torni a casa, spero che lo si trovi presto».

Anche gli stessi vicini di casa sono scossi come tutti i familiari dei Tartari. La vicina che abita nella casa attigua, con i muri in comunque è scossa, tesa, nervosa. «È inconcepibile, non può accadere tutto questo», spiega subito scuotendo la testa per non rispondere alle domande, dalla finestra della casa che confina, appunto, con quella dei fratelli Tartari, di Pierluigi, l’anziano scomparso, non si capisce ancora come e perchè.

È inconcepibile anche per chi fa le indagini, per chi sta decifrando i fatti accaduti, spieghiamo alla donna, che prontamente racconta: «Tartari è sempre stata una bravissima persona, non riusciamo davvero a capire o spiegarci cosa possa essere successo. Sì, è inconcepibile tutto questo».

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