Camelot-profughi a Ferrara, la maggioranza compatta 'conferma' l'assessore
Bocciata la richiesta dell'opposizione di revocare le deleghe. Il sindaco: noi collaboriamo con il prefetto. Cavicchi (Lega): anche noi, finché non gli taglieremo la testa
FERRARA. E' rimasta netta la linea di demarcazione tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale, e la mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Chiara Sapigni per la vicenda Camelot-profughi è stata così bocciata. Al termine del dibattito del pomeriggio (lunedì 14), il documento presentato da M5S, Forza Italia, Lega Nord, Fdi e Gol ha raccolto i soli voti dei consiglieri di queste forze politiche, cioè 11, mentre la maggioranza ha votato compattamente no, con i suoi 19 consiglieri.
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La mozione chiedeva al sindaco Tiziano Tagliani la revoca delle deleghe al suo assessore, per la gestione dell'affidamento a Camelot dell'accoglienza Sprar per i profughi, revocato a seguito delle pressioni dell'Autorità anticorruzione, e ha innescato un dibattito di quasi due ore. Matteo Fornasini (Fi), nel citare la recente intervista al presidente dell'Anac, ha affermato che "le parole di Raffaele Cantone pesano come macigni sulla città, visto in paragone fatto con la vicenda del Cara di Mineo. Già questo sarebbe sufficiente a motivare un passo indietro dell'assessore". Francesco Rendine (Gol) ha rimarcato come la vicenda abbia ricompattato l'intera opposizione, mentre Ilaria Morghen (M5S) si è concentrato sulle 'imputazioni' all'assessore per quanto riguarda la parte sanitaria, a partire dai guai di Cona. "Manca solo che la incolpino per la fame nel mondo..." è stata la replica ironica di Luigi Vitellio (Pd). Per Paolo Spath (Fdi) la battaglia delle opposizioni parte dalla contestazione di un atto amministrativo, "non abbiamo nulla nei confronti di Camelot alla quale va sostegno e ringraziamento per il difficile lavoro che svolge". Al che Tommaso Cristofori (Pd) ha eccepito, ricordando il sit in di Fratelli d'Italia di fronte alla sede di Camelot, innescando la polemica.
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La difesa "tecnica" dell'assessore è toccata ad Alberto Bova (Fc), "il Comune ha recepito le indicazioni dell'Anac e Camelot non ha fatto opposizione", ed è stata ribadita poi dal sindaco. "Che senso ha questa mozione - ha chiesto alle opposizioni - Vi fate dettare la linea da un giornale? Credo piuttosto che abbiate voluto cavalcare l'onda anti-immigrati di quest'estate. L'Anac non ci ha imposto la revoca dell'affidamento, ci ha suggerito di usare maggiore prudenza". E bene ha fatto la giunta ad accogliere le osservazioni dell'Anticorruzione, ha annotato Leonardo Fiorentini (Sel). Dal punto di vista politico, ha insistito Tagliani, il punto è "che noi vogliamo collaborare con il Prefetto sull'accoglienza, perché altrimenti sorgono conflitti. L'opposizione che linea ha?". Ha risposto direttamente solo Giovanni Cavicchi (Lega), "obbediremo al Prefetto finché sarà possibile, finché non gli taglieremo la testa". Poi la votazione, preceduta da una battuta sdrammatizzante di Bova, "se toccate Camelot io faccio Re Artù".
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