La Nuova Ferrara

Ferrara

Caso Tartari, il questore di Ferrara: è una barbarie, spero sia ancora vivo

di Daniele Predieri
Caso Tartari, il questore di Ferrara: è una barbarie, spero sia ancora vivo

Sbordone fa il punto sulle indagini dopo la scomparsa dell'anziano. L’ipotesi: portato via per aver soldi o chiederne di più, anche un riscatto

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Lo cercano da quattro giorni, Pierluigi Tartari, l’anziano 73enne scomparso da Aguscello. Lo cercano ma non lo trovano, ancora, dopo troppi giorni: e allora, ad oggi, cercate una persona viva o morta? Preferisce non rispondere il questore di Ferrara, Antonio Sbordone, per il rispetto delle indagini e della famiglia di Pierluigi Tartari che sta vivendo nell’angoscia questi giorni senza risposte.

Speriamo sia ancora vivo. Gli inquirenti sperano che Pierluigi Tartari sia ancora vivo, ma tra le ipotesi investigative che si stanno rincorrendo, quella sussurrata dice che l’anziano elettricista in pensione, scomparso mercoledì notte dalla sua casa di via Aguscello, potrebbe esser già morto e il suo corpo finito chissà dove, in un canale o in un corso d’acqua, gettato lì da chi lo aveva aggredito e rapinato in casa e poi caricato nell’auto, la Opel Corsa ritrovata sabato mattina a Mizzana con tracce di sangue e il telefonino di Tartari. Ipotesi e nulla più.

Certo, ma intanto l’allarme generato dal giallo di Aguscello, è sulla bocca di tutti e sta davvero terrorizzando tanti.

Il terrore e l’allarme. Gli stessi vicini di Tartari, in via Ricciarelli hanno definito in modo esemplare la situazione: «E’ inconcepibile tutto questo». Il questore Sbordone fa di più e parla senza tentennamenti di barbarie. Lo ammette, riflettendo con la Nuova Ferrara sul nuovo allarme sociale che non va smorzato nè sottovalutato. Ammette le stesse difficoltà nelle indagini per un fatto che tutti gli inquirenti interpellati in questi giorni dicono essere straordinario e mai accaduto.

«Dobbiamo dire innanzitutto - spiega il questore - che intanto e purtroppo la vicenda ha ancora lati oscuri da chiarire. Possiamo dire che abbiamo indagini in corso, di cui non si può dir più di tanto (sono in corso verifiche importanti e sono attesi sviluppi, ndr) e che ritengo possano dar risultati al più presto». «Per quanto riguarda l’allarme sociale, ai cittadini debbo dire che noi ci siamo e ci saremo e intensificheremo attività in quella zona».

Fermare i barbari. «Purtroppo- e cambia tono di voce mentre lo dichiara- siamo di fronte a una barbarie, bisogna dirlo, ed è difficile, davvero riuscire a prevenire questi fatti: perchè quelli che li mettono in atto scorrazzano da noi e in tutte le province vicine e ciò che possiamo solo fare è intensificare i controlli, cercare di liberarci di loro, arrestandoli».

Unica risposta alla barbarie, senza nessun tentennamento, dunque, è quella di fermare i ‘barbari’, che potrebbero (condizionale dovuto, visti i punti oscuri non chiariti dell’indagine, purtroppo quasi scontati) aver aggredito, rapinato e ucciso Pierluigi Tartari.

Fenomeno non diffuso. In uno dei tanti «assalti in villa» che si ripetono sempre più nelle case isolate, e anche nella nostra provincia (questa estate due episodi registrati): «A dire il vero - spiega il questore - il fenomeno non è diffuso come in altre zone, ma con questo però non voglio e non posso dire che possiamo stare tranquilli, perchè come tutori dell’ordine pubblico abbiamo il dovere di dare risposte, subito».

«Stiamo cercando in questo caso - prosegue - di ricostruire la vicenda e dare risposte che possano evitare degenerazioni di questi fatti. S’ intenda, si tratta di fatti non degenerati a Ferrara, e non lo dico da questore, ma lo scenario della nostra provincia non deve creare, al momento, allarmi».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.12085482:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2015/09/13/news/giallo-di-ferrara-prelievi-al-bancomat-dopo-la-scomparsa-1.12085482]]

La domanda antipatica. Da quatto giorni però tutti - chi scrive, chi legge, chi fa indagini e chi attende esiti da esse - stanno girando attorno ad un dubbio inquietante che si traduce in una domanda antipatica, che le dobbiamo fare: state cercando una persona viva o una già morta? Fa una pausa, pesa silenzio e parole: «Difficile formulare una risposta che non possiamo dare per rispetto alle indagini e dei familiari che sono in apprensione». Ribadisce che non può farlo anche se «la vicenda non è chiara, che sono diversi gli scenari per una vicenda anomala»: si tratta di qualcuno che porta via la vittima di un’aggressione, un fatto che «non può che lasciar dubbi a noi inquirenti».

I barbari con la vittima. Anche perchè non è mai accaduto che i barbari arrivassero a tanto, scappare con la vittima al seguito, viva, morta o ferita: è questa la chiave dell’indagine. «Se lo hanno fatto, hanno portato via la persona per un motivo, si può immaginare quale: per ricavare più soldi possibile o perchè volevano chiedere qualcosa di più». Forse è successo qualcosa di irreparabile, in queste fasi, potrebbe anche esser degenerata la situazione, anche involontariamente? «Credo possa esser andata così, anche se altre soluzioni sono al vaglio, pure altre ipotesi anche marginali. Sì, potrebbe essere capitato qualcosa di irreparabile, ma speriamo di sbagliarci, che venga fuori un’altra storia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google