«Che sbaglio non andargli a chiedere la pizza a casa»
Il racconto dell’amico dell’uomo scomparso che ha dato l’allarme venerdì scorso «Mercoledì lo avevo aiutato in giardino, voleva ricompensarmi con la “cena”»
AGUSCELLO. «Se quella sera fossi andato a casa del mio amico forse le cose sarebbero andate diversamente». Il rammarico di Bruno Rambaldi, 85 anni, cerca uno sfogo nelle parole. «Ho pensato che l’avrei disturbato, ma è stato uno sbaglio», commenta tornando con la memoria a mercoledì sera, quando la pizza d’asporto che gli era stata promessa da Pierluigi Tartari avrebbe dovuto posarsi sulla sua tavola. Rambaldi conosce la famiglia «da almeno 40 anni» e abita a poca strada dalla residenza dell’ex elettricista in pensione di cui non si hanno notizie da mercoledì sera. «Lì - indica il numero civico 187 di via Ricciarelli - abitavano i genitori di Pierluigi e Marco. Ora nelle due case vivono i figli». «Brave persone - interviene la moglie Anna - pronte a farsi in quattro per aiutare gli altri. È una storia inspiegabile». Che parla di una casa violata, probabile teatro di un’aggressione (le tracce di sangue trovate nella casa di Pierluigi), e sconfina nel mistero perchè l’anziano di Aguscello è sparito da giorni.
«Questo silenzio e quello che ho visto con i miei occhi - aggiunge Bruno Rambaldi - non mi fanno ben sperare, purtroppo». Pierluigi e Bruno abitano all’interno di una proprietà recintata, come quasi tutte quelle che si affacciano su via Ricciarelli, ad Aguscello, villette circondate dal verde, tradizionali o moderne, abbellite dal patio o dalle aiuole colorate dai fiori. Residenze spesso eleganti ma anche isolate, separate da muretti o cancelli, dove non è raro trovare qualcuno che ti dice: «Io di sera mi chiudo in casa, perché ho paura». Tra Bruno Rambaldi e Pierluigi Tartari l’amicizia è stagionata da decenni di vicinato. Mercoledì pomeriggio Bruno ha aiutato l’amico «a rimuovere dei rami dal giardino - ricorda il vicino di casa - e lui mi aveva promesso una pizza». Che nessuno però gli ha mai consegnato. Bruno Rambaldi è stato il primo a entrare a casa di Pierluigi dopo la sua scomparsa. «La badante di una vicina aveva telefonato a Ferrara, giovedì sera, alla figlia della signora presso cui presta servizio per dirle che la sera prima aveva sentito forti rumori provenire dall’abitazione confinante», rammenta Rambaldi. Forse il trambusto di una colluttazione nella villetta a due piani che forma un corpo unico con quella che ospita la badante. Venerdì mattina, prosegue il racconto di Rambaldi, «la signora da Ferrara mi ha chiamato per segnalarmi quei rumori». Poco dopo l’uomo ha avvertito il fratello di Pierluigi, che dopo essersi procurato le chiavi è entrato nella casa assieme al vicino. «A terra, a pochi metri dalla porta, c’erano alcune macchie di sangue - ricorda Rambaldi - Attorno tutto ribaltato, una gran confusione. Fuori, la ruota di scorta dell’auto addossata a una siepe». Marco Tartari si attacca al telefono, poco dopo arriva la polizia. Ma è solo l’inizio di un giallo che non ha ancora rivelato la trama e neppure il finale.(gi.ca.)
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