La rapina, poi prelievi al Bancomat
L’assalto nella villa di Aguscello, poi l’aggressione, il sequestro e la fuga in auto
La chiave di tutto è nei soldi, quelli prelevati nella prime ore di giovedì dagli sportelli bancomat, con le tessere personali di Pierluigi Tartari: prelievi di contanti, quelle consentiti, dunque meno di un migliaio di euro, che probabilmente non sono bastati a chi aveva prima aggredito e rapinato in casa sua il pensionato ad Aguscello e poi gli avrebbe imposto i prelievi. Sapere di più dagli inquirenti è impossibile, ed è questo il segnale che questi soldi siano e sono la chiave di tutto.
Perchè occorre decifrare le ombre (fisiche, le persone) che si sono avvicinate agli sportelli bancomat, per i prelievi e valutare se Tartari fosse solo o con altri, forse le persone che lo hanno fatto sparire, anche sequestrato, chissà per aver qualcosa di più che no quelle poche centinaia di euro.
Il punto degli inquirenti, il dirigente della squadra mobile Andrea Crucianelli e il pm Filippo di Benedetto che da giorni stanno incrociando dati, riscontri, ipotesi e tanto altro, non offre nessuna certezza: «Finchè non verrà trovata la persona scomparsa non si potrà dire nulla», ripetono gli inquirenti. E addirittura spiegano per paradosso che, come ipotesi scuola, quella stessa persona potrebbe essere scappata volontariamente. Così le ricerche di Pierluigi Tartari continuano, incessanti, in ogni direzione, poichè si spera ancora che il pensionato possa esser vivo. Ma la ricostruzione più plausibile che si può fare sulla base degli elementi in possesso degli inquirenti è quella di un assalto nella villa, finito male, troppo male.
Mercoledì sera la banda delle ville entra nella casa di via Ricciarelli ad Aguscello. Viene tagliata la recinzione su via Ricciarelli e una volta dentro nel parco, i ladri si avvicinano alla casa, salgono la scala che porta al primo piano e forzano la porta posteriore dell’appartamento. Entrano al primo piano, trovano due fucili di proprietà di Marco Tartari. Scendono al piano terra per cercare qualcosa di più, di valore, nella casa dove abita Pierluigi. E dove il pensionato sarebbe tornato da poco dopo una serata fuori con amici: qui vengono trovate tracce di sangue, nella casa messa a soqquadro visto il disordine di chi ha cercato qualcosa e non lo ha trovato.
A questo punto, l’uomo è stato costretto a seguire i suoi rapinatori, forse non contenti di ciò che avevano trovato. Da qui il viaggio in auto insieme a Tartari, i prelievi al bancomat, con tessere e carte di credito, forse in forzato, imposto.
Poi il buio, da 4 giorni. Le ricerche di Tartari continuano, dicono gli inquirenti. Che sperano di trovarlo vivo.
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