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Nozze a piedi nudi, Il Pd: il divieto di Bondeno è contro ogni logica

Nozze a piedi nudi, Il Pd: il divieto di Bondeno è contro ogni logica

Profughi, polemiche per il no del Comune bondenese. Il sindaco Bergamini: chi entra scalzo in Municipio viene accompagnato alla porta

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BONDENO. «Negare a una coppia di novelli sposi il sacrosanto diritto di esprimere solidarietà a chi è colpito da un dramma mondiale come quello dei profughi, va contro ogni logica, anche politica». Massimo Sgarbi, segretario del Pd e capogruppo consiliare dei democratici, si schiera senza mezzi termini al fianco di Stefano Zoboli ed Emanuela Gavioli, la coppia che sabato mattina in municipio aveva intenzione di sposarsi a piedi nudi, in segno di solidarietà nei confronti dei profughi. Ma avuto l’assenso degli invitati, ha ricevuto lo stop dell’amministrazione: l’assessore delegato a celebrare le nozze, Cristina Coletti, ha invitato tutti a rimettersi le scarpe, per «mantenere il decoro del luogo».

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«Come Pd di Bondeno - spiega Sgarbi - siamo rimasti esterrefatti e increduli di fronte quanto successo. Addurre il rispetto e il decoro del luogo come motivi per negare ai due sposi la possibilità di essere scalzi durante la cerimonia di nozze, non è solo problema isituzionale, ma è un problema politico». E per ribadirlo, l’esponente dei democratici bondenesi ricorda che proprio sabato si sono svolte in Italia e in altri Paesi europei manifestazioni di solidarietà con le Marce degli scalzi a sostegno dei migranti, che hanno visto la partecipazione «di migliaia di cittadini in tutta Europa». E quindi i due sposi non avrebbero fatto altro che «mostrare la loro solidarietà».

A questo punto - incalza Sgarbi - «non capiamo dove questa giunta voglia andare. Certo che i presupposti di quest’ultimo mese sono davvero preoccupanti: questa giunta sta isolando questa comunità dal punto di vista politico ed economico e ci sta rendendo zimbello tutta Italia per queste sparate: prima Imu e Tasi maggiorate per chi dà le case ai profughi e adesso aver impedito a due sposi di esprimere la loro opinione».

Interviene anche il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, per spiegare di nuovo i motivi del no. «Il Comune è un luogo istituzionale e come tale è doveroso e obbligatorio mantenere il decoro. La manifestazione del libero pensiero è un diritto inalienabile, ma per questo ci sono le piazze, non una sala del municipio, tanto più se in quella sala si celebra un matrimonio». Bergamini nega che ci sia una questione politica dietro il no, «non entro nel merito del valore del gesto, più o meno nobile o condivisibile. In qualsiasi momento, se entra una persona scalza in Municipio, viene accompagnata alla porta e invitata a presentarsi negli uffici secondo i canoni della decenza. Manifestare è lecito, ma non in un Comune e non durante un matrimonio. Se i coniugi vogliono, possono sfilare scalzi quanto vogliono, ma per strada».

 

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