«Passati troppi giorni, non mi aspetto niente di buono»
«È un momento molto difficile e non ho nessuna novità da darvi. Siamo fermi a ieri sera». Il tono è deciso. Marco Tartari scende dall’auto e solo per pochi minuti accetta di parlare con i giornalisti....
«È un momento molto difficile e non ho nessuna novità da darvi. Siamo fermi a ieri sera». Il tono è deciso. Marco Tartari scende dall’auto e solo per pochi minuti accetta di parlare con i giornalisti. Racconta velocemente quello che ha visto entrando nella casa del fratello venerdì e fa un cerchio con le mani per descrivere lo spazio nel quale sono cadute le macchie di sangue trovate vicino all’ingresso. Un brutto segno, come il cellulare che ha squillato a vuoto per chissà quante volte prima che la polizia lo rinvenisse nella Opel Corsa di Perluigi, abbandonata con una ruota ridotta a brandelli vicino al cimitero di Mizzana. «È da mercoledì sera che non ho sue notizie - commenta Marco Tartari - cosa volete che vi dica, sono pessimista, non mi aspetto niente di buono». La rabbia ingrossa la voce e si riflette nelle parole. «In 3 o 4 contro uno - si rivolge ai giornalisti - questi delinquenti scelgono dei luoghi isolati, delle persone sole, magari degli anziani, fanno buchi nelle reti, come hanno fatto qui da noi, e poi uccidono. Mio fratello era ancora in forma, contro un solo aggressore avrebbe potuto difendersi». Furti e rapine di recente in paese? «Sì, qualche furto non molto lontano da qui - risponde Marco Tartari - Ho visto delle persone girare in bici qua attorno, facce che non sono della zona». (gi.ca.)
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