Profughi, sindaco amaro: non ce li vedo i ferraresi andarli a prendere in superstrada
Tagliani torna sul silenzio della città, le critiche dei giornali e gli attacchi delle opposizioni: colpa della campagna di paura
FERRARA. Intervenuto l’altra sera alla Festa dell’Unità in piazzetta San Nicolò, il sindaco Tiziano Tagliani, intervistato dal giornalista della Rai Filippo Vendemmiati, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Alla domanda se è cominciata la fase della discesa o della salita, il sindaco risponde che «è sempre tutto in salita e basta vedere la cronaca di questi mesi. Questi giorni complessi hanno un punto in comune: certi dibattiti nei giornali o nelle mozioni politiche. Finché non sono nel cuore della gente mi preoccupano assai meno. Vedo che c’è grande preoccupazione per quello che scriveranno domani i giornali e se l’opposizione farà una mozione per chiedere le dimissioni di Tizio e Caio. Sarebbe come preoccuparsi se i pesci ribaltano la barca; la barca è ribaltata se viene un uragano, è la gente che la rovescia. Chi governa questa città, finché non ha un problema di onde, non si preoccupa dei pesci».
«Quotidianamente - ha detto Tagliani - occuparsi per la metà della giornata di rispondere alla telefonata del direttore del giornale, o al giornalista, sono cose importanti per la democrazia ed è fondamentale rispondere a temi di trasparenza e legalità, però quello che sta succedendo in queste settimane non passa per una virgola in un comunicato di una associazione di volontariato. Sono tutte superfetazioni. Quando un giornale, dopo che ho riferito le parole sul silenzio» attorno ai profughi » pubblica che l'associazione Italia-Israele è scandalizzata dalle mie frasi e si dimentica di dire che quel ragazzo è esponente di Forza Italia e che l'associazione non ha veste rappresentativa, fa una cosa che scatena altre reazioni. Sono convinto che qui non c'è un problema di tempesta, ma di qualche crostaceo che cerca di scuotere la barca. Ma bisogna metterci tanta buona volontà e non sottrarsi mai al dialogo.Una campagna di stampa che dura da settimane, qualche preoccupazione lavorativa ai ragazzi della cooperativa la dà».
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Sul tema immigrazione Vendemmiati gli chiede: "se Ferrara fosse ai confini dell'Austria, il comportamento dei tuoi concittadini sarebbe stato altrettanto civile?" «Immaginarsi i nostri concittadini che vanno a recuperare gli immigrati sulla superstrada Ferrara-mare per evitare loro 60 km mi risulta difficilmente percorribile - sponde Tagliani- vedo un grande silenzio.Se parliamo di un moto di popolo che va incontro agli immigrati, il ferrarese non ce lo vedo». Precisando poi che «non sottovaluto la campagna di paura in atto da mesi, frutto di certa propaganda politica. I presìdi che fa la Lega avvengono in realtà dove non ci sono problemi di integrazione. I ferraresi lì non sono andati, in città non c'è problema di accoglienza o conflitto con immigrati».(v.c.)
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