Bergamini: decoro nei luoghi istituzionali
BONDENO. «Il Comune è un luogo istituzionale e come tale è doveroso e obbligatorio mantenere il decoro. La manifestazione del libero pensiero è un diritto inalienabile, ma per questo ci sono le...
BONDENO. «Il Comune è un luogo istituzionale e come tale è doveroso e obbligatorio mantenere il decoro. La manifestazione del libero pensiero è un diritto inalienabile, ma per questo ci sono le piazze, non una sala del municipio, tanto più se in quella sala si celebra un matrimonio». Con queste parole il sindaco Fabio Bergamini spiega le ragioni per cui ha condiviso la scelta dell’assessore Cristina Coletti di pretendere che i coniugi, che sabato mattina in municipio avevano intenzione di sposarsi scalzi in segno di solidarietà ai migranti, indossassero le calzature.
«Non si tratta di una questione politica o di 'etichetta' o di protocollo, né di bizantinismi formali. E’ questione di buon senso. Non entro nel merito del valore del gesto, più o meno nobile o condivisibile. In qualsiasi momento - ricorda il primo cittadino bondenese - , se entra una persona scalza in municipio, viene accompagnata alla porta e invitata a presentarsi negli uffici secondo i canoni della decenza e ad avere un atteggiamento degno e consono».
In qualsiasi luogo istituzionale, «comprese le aule parlamentari - sottolinea Bergamini -, non ci si può lasciar andare a sfoghi di ogni genere, nemmeno di natura politica. Manifestare è lecito, ma non in un Comune e non durante un matrimonio. Se i coniugi vogliono possono sfilare scalzi quanto vogliono, ma per strada, non in Comune. Le regole ci sono perché servono a tutti: altrimenti domani potremmo trovarci anche i nudisti in municipio».
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