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“Ossigeno” per la Sacca Già raccolte 800 firme

GORO. Per salvare la Sacca di Goro dal costante pericolo dell’anossia e dall’invasione delle alghe, l’assessore Sergio Ferrari, assieme alla cooperativa “La Vongola di Goro”, ha dato il via ad una...

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GORO. Per salvare la Sacca di Goro dal costante pericolo dell’anossia e dall’invasione delle alghe, l’assessore Sergio Ferrari, assieme alla cooperativa “La Vongola di Goro”, ha dato il via ad una petizione. L’idea è quella di aprire un canale che faccia entrare più acqua dal mare verso il bacino. Obiettivo dichiarato: arrivare a 1.000 firme da portare in Regione. «Siamo a circa 800 firme – spiega l’assessore Ferrari – vogliamo arrivare a 1.000 in modo da poter aprire un tavolo in cui decidere quale intervento fare per salvare la Sacca e evitare situazioni come quella che si è verificata lo scorso luglio. La mia proposta è quella di aprire un canale stabile perché non è con i tagli temporanei che si risolvono i problemi. Un canale in cui inserire un tubo che sporga per 200 metri nel mare in modo da garantire un continuo flusso d’acqua alla Sacca. Ho già avuto un incontro informale – continua l’assessore – con l’autorità di bacino e anche secondo lui questa idea è da valutare». La petizione è stata inviata anche all’ufficio del Consorzio pescatori, alla Cooperativa Rosa dei venti. Ma è possibile firmarla, muniti di un documento di identità, anche recandosi all’ufficio anagrafe del Comune, aperto dalle 9.30 alle 12.30. Questo il testo integrale della petizione: “Tutti i pescatori e coloro che lavorano in Sacca e nell’indotto, sono invitati all'ufficio anagrafe a firmare la petizione promossa dalla cooperativa La Vongola di Goro per proporre alla Regione Emilia Romagna un tunnel o canale stabile a ridosso tra faro e gobba per favorire il ricambio naturale di acqua dentro la Sacca di Goro e scongiurare l'acqua anossica, favorendo di fatto l’ecosistema lagunare”. «Questa petizione è anche una provocazione. Se fosse per me – spiega Ferrari – terrei sempre i varchi costruiti alla foce del Po aperti e li chiuderei solo nei periodi di grandi piene. I varchi nella Sacca ci sono ma sono tutti chiusi. Con questo atto voglio riunire tutti i pescatori per avere il quadro preciso di cosa ne pensano tutti. Poi con le firme che avremo raccolto potremo andare in Regione e chiedere di intervenire». Poi parlando della situazione attuale, che vede la Sacca invasa completamente da alghe, aggiunge: «È una situazione ancora critica perché proliferano in maniera sproporzionata. Dobbiamo sperare solo in qualche giorno di bora perché nemmeno con le macchine raccogli alghe è possibile toglierle tutte».

Andrea Perini

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