«Vado avanti con passione»
Ha grinta e determinazione da vendere Andrea Baraldi, il ventinovenne ferrarese pluricampione nazionale delle bandiere. Con la vittoria di sabato ha raggiunto, per l'ottava volta dal 2007, il titolo...
Ha grinta e determinazione da vendere Andrea Baraldi, il ventinovenne ferrarese pluricampione nazionale delle bandiere. Con la vittoria di sabato ha raggiunto, per l'ottava volta dal 2007, il titolo nazionale di singolista, a cui si aggiungono gli otto titoli italiani nelle Coppie, più tre titoli nella Piccola Squadra e uno nella Grande Squadra. Complessivamente 20 titoli nazionali, che portano l'atleta a entrare di diritto nella storia della bandiera. Una passione questa, nata sui banchi di scuola, come ci racconta Andrea stesso. «Ho cominciato negli anni di scuola, da bambino. In classe c'era qualcuno della contrada San Giacomo, così mi sono unito e in tutto eravamo una ventina di ragazzi che si riuniva per provare. In seguito la passione è cresciuta fino a diventare una necessità. Tutt'ora mi fa stare bene, mi rilassa. È dura perché ci sono sempre gli allenamenti e tanti altri impegni da conciliare, oltre ai tanti spettacoli che facciamo anche in giro per il mondo perché spesso siamo all'estero. Il fatto di allenarmi non è un peso, lo si fa volentieri, insieme agli amici, che sono sempre gli stessi con cui sbandiero e in questo modo ci si sostiene a vicenda.
Quanto la impegna l'allenamento, sia quando si avvicinano le gare che quando è in un periodo tranquillo?
«Quando si avvicinano le gare, al mattino vado al lavoro con le bandiere (Andrea è un idraulico) e nella pausa pranzo mi esercito. Quando rientro a casa, nel pomeriggio vado in contrada e continuo ad allenarmi, anche alla sera. Per il restante periodo dell'anno salto solo la sessione della pausa pranzo, ma a parte la domenica, ci esercitiamo sempre, nel Singolo e nella Coppia. È una fatica che non si sente, perché ci si diverte».
L'anno scorso non ha conquistato quel singolo che tutti si aspettavano. Come si è preparato psicologicamente per la Tenzone Aurea 2015?
«Ho gestito e superato la cosa con lo spirito giusto e la testa. Dopo tanti anni non è facile mantenere il senso dell'orientamento, ci siamo rifatti subito».
Obiettivi?
«Cercare di dare sempre il massimo, finché c'è la voglia.Non vedo una fine, finché ci sono passione e determinazione per affrontare gli allenamenti vado avanti. Poi ogni anno l'esperienza aumenta e s'impara tanto».
Ti senti in dovere di ringraziare qualcuno?
«Sì, la contrada che mi sostiene sempre, la mia fidanzata che mi sopporta e mi sta vicino, il mio compagno di gruppo Giacomo Malagoli, suo padre Vittorio, che ci sta sempre addosso, Stefano Sardo il mio passabandiera, e Marcello Marcellini, “presidente” interno della contrada». (v.c.)
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