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Bene le esportazioni soprattutto in America

Bene le esportazioni soprattutto in America

Le imprese emiliane fanno registrare molti segnali positivi sul mercato estero Ok con l’India, resta negativo però il raffronto con la Russia e la Germania

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Le esportazioni della aziende regionali dell’Emilia Romagna crescono del 5,1%, ma meno della media nazionale (+6,7%). Boom per i mezzi di trasporto, molto bene ceramica, apparecchi elettronici, ottici, elettromedicali e di misura, metallurgia e prodotti in metallo. Eccezionale successo sul mercato statunitense e discreto andamento in Asia Solo una lieve e disomogenea crescita nell’Unione europea. Nel secondo trimestre del 2015, le esportazioni emiliano-romagnole, pari a un valore di 14.155 milioni di euro, hanno fatto segnare un incremento del 5,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. La forte crescita regionale non ha comunque tenuto il passo della più rapida dinamica nazionale (+6,7%). La crescita è stata trainata dal notevole successo sul mercato statunitense, tra le aree di destinazione, e soprattutto dai mezzi di trasporto, se si considerano i prodotti esportati.

Nei primi sei mesi dell’anno, l’Emilia-Romagna resta la terza regione per quota dell’export nazionale (13,5 per cento), preceduta dalla Lombardia (26,9 per cento) e dal Veneto (13,9 per cento) e seguita dal Piemonte (11,3 per cento). Tra queste regioni, spiccano i notevoli incrementi in Piemonte (+9,6 per cento) e in Veneto (+7,3 per cento), appare leggermente inferiore alla media nazionale (+5,0 per cento) la crescita in Emilia-Romagna (4,4 per cento), mentre è molto più contenuta in Lombardia (+2,6 per cento).

Nel secondo trimestre la crescita è stata trainata sostanzialmente dai mercati dell’America (+21,9 per cento). Il positivo risultato è dovuto al fenomenale successo negli Stati Uniti (+28,1 per cento), agevolato dalla svalutazione dell’euro. L’andamento sui mercati asiatici è in linea con la media regionale (+5,8 per cento). In dettaglio, è eccezionale la crescita verso l’India (+45,7 per cento), mentre risultano in flessione le esportazioni verso la Cina (-6,0 per cento).

È stasi sui mercati europei, frutto di andamenti marcatamente disomogenei. Al di fuori dell’Unione crolla nuovamente l’export verso la Russia (-35,7 per cento). Nell’Unione europea la crescita è lenta (+2,1 per cento), al suo interno, però, è forte in Polonia (+9,6 per cento) e in Spagna (+8,0 per cento), ma è incerta in Francia (+0,8 per cento), mentre la vendite sul fondamentale mercato della Germania segnano un nuovo arretramento (-3,2 per cento).

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