«Consulte inutili ed obsolete»
È scontro tra maggioranza e opposizione sulla validità delle stesse
MESOLA. Le Consulte delle discordia. L’attuale statuto del Comune di Mesola prevede che, in occasione di ogni elezione comunale, siano istituite cinque consulte, o consigli frazionali, tanti quanti sono il capoluogo e le quattro frazioni del Comune di Mesola, se si eccettua anche una parte del paese di Italba. Ad oltre un anno dall’inizio della nuova legislatura, questi organi istituzionali, con potere consultivo, non sono stati costituiti e ciò sta provocando il malumore del gruppo di minoranza “Creare Futuro”. «In un recente incontro fra i tre capigruppo - spiega quello di “Creare Futuro” Primo Marchetti - ed il vicesindaco Dario Zucconelli, delegato dal sindaco Gianni Padovani, ci è stata sollecitata la formazione delle consulte frazionali. Premesso che questi organi o sono stati aboliti dallo Stato oppure la loro esistenza è stata lasciata alla libera interpretazione dei singoli Comuni, non si capisce perché, vista anche la loro scarsa utilità, dopo un anno di legislatura la maggioranza abbia questa urgenza di costituirle». «L’elemento strano è che, fin dall'insediamento del consiglio comunale, ho richiesto la modifica dello statuto comunale e, quindi del regolamento delle consulte, che ritengo obsoleto e superato e oggi invece la maggioranza, afferma che bisogna istituirle per dare voce al popolo». Ma per Marchetti poi la questione da formale diventa anche sostanziale. «La stessa maggioranza pretende che le consulte siano formate da un presidente indicato da essa e dalla maggioranza dei consiglieri dello stesso consiglio frazionale alla luce dei risultati elettorali del 2014: in pratica il nostro gruppo “Creare Futuro” ha vinto le consultazioni parziali nei paesi di Mesola e Monticelli e quindi noi dovremmo avere la maggioranza relativa delle consulte in questi due località».
Lorenzo Gatti
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