Il Tar condanna Area per affidamenti diretti
Copparo, annullate le convenzioni con il Consorzio Impronte Sociali Per il Tribunale amministrativo doveva essere indetta una gara pubblica
COPPARO. Il Tar ha condannato Area per l’affidamento diretto dei servizi di spazzamento manuale e raccolta dei rifiuti affidati al Consorzio lmpronte Sociali Società Cooperativa Sociale nei comuni soci.La sentenza reca la data del 25 luglio (depositata il 6 luglio) ed è basata su un ricorso presentato dalla società Adigest Srl, una società a capitale privato nta nel 2007, sede legale a Chioggia e sedi operative ad Ariano Polesine ed Alessandria, che opera nel campo della gestione dei rifiuti, igiene urbana e manutenzione del verde che contestava la mancata applicazione della legge che disciplina la materia dei contratti della pubblica amministrazione (Area è a totale partecipazione pubblica) in una serie di affidamenti effettuati tra il 2014 e 2015. La contestazione riguarda alcuni affidamenti diretti per servizi di spazzamento e raccolta rifiuti nei comuni soci e alcuni in particolare a Berra, Jolanda di Savoia nel Copparese ma anche a Portomaggiore, Masi Torello, Voghera Gli importi degli affidamenti, sommati, ammontano a 463.689 euro, e avevano come aggiudicatario il Consorzio Impronte Sociali, sede a Malborghetto di Boara composto da una decina di cooperative che operano in zona: Camelot, Integrazione Lavoro, La città verde, coop Aro, Il Germoglio, La Pieve, Work and Services, La Casona, Arti in Libertà e Giro giro tondo.
Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale i servizi non dovevano essere oggetto di affidamento diretto ma di gara concorrenziale e per questo le convenzioni sono state annullate, con Area e il Consorzio Impronte Sociali condannati al pagamento delle spese di causa (8mila euro, più gli oneri accessori) a favore della Adigest ovvero la società ricorrente. A giudizio del tribunale amministrativo “le prestazioni oggetto dell’affidamento rientrano a pieno titolo nel novero dei servizi pubblici locali trattandosi di prestazioni svolte direttamente a favore della cittadinanza poiché dirette a soddisfare i bisogni dell’intera collettività”.Secondo il Tar “nel caso concreto si è in presenza anche di un artificioso frazionamento del servizio in quanto sono stati considerati in lotti separati ed autonomi, comunque affidati alla stessa cooperativa sociale, identici servizi da svolgere in un’area territoriale delimitata ed omogenea tanto è vero che i comuni hanno consensualmente costituito un’apposita società, dagli stessi interamente partecipata, per l’affidamento in house anche di tale servizio”.
Sulla vicenda interviene il consigliere regionale nonchè capogruppo leghista Alan Fabbri: «La sentenza del Tar non fa che confermare i nostri sospetti sul sistema di assegnazione di appalti alle cooperative». La Lega Nord evidenzia come tra le cooperative sociali chiamate in causa, sulla sentenza del Tar su Area e Impronte Sociali, compaia ancora il caso coop Camelot, già nel mirino per la questione della gestione migranti...
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