«La gente stia tranquilla Non è la plastica che brucia»
COMACCHIO. «In tempi relativamente brevi, nel giro di sei o sette giorni si allagherà l’area, per impedire alla torba di continuare a bruciare. È importante che anche i giornalisti verifichino de...
COMACCHIO. «In tempi relativamente brevi, nel giro di sei o sette giorni si allagherà l’area, per impedire alla torba di continuare a bruciare. È importante che anche i giornalisti verifichino de visu che non sono sacchetti di plastica ad aver preso fuoco, ma che si sta parlando di un fenomeno naturale, sempre esistito, quello di autocombustione della torba». Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, rassicura ancora una volta, parlando di decisione “presa e condivisa”, non avendo potuto partecipare al sopralluogo operativo nel Mezzano, per altri impegni concomitanti. «La Regione Emilia Romagna ha sostenuto interventi e strategie compiute sinora – aggiunge il sindaco ostellatese – e ci darà presto il via libera anche per questo secondo intervento. Ringrazio anche il Consorzio di Bonifica, che si è reso subito disponibile a realizzare le arginature». Si prospetta dunque alle porte un secondo intervento di imbibimento di un’area del Mezzano, questa volta boschiva su terreno torboso, dopo quello analogo effettuato un mese fa in un’area su cui è già ricresciuta l’erba. «Speriamo che anche il clima ci dia una mano – tiene a precisare Marchi -, e anche questo sarà a breve un problema risolto». L’altra area del Mezzano precedentemente allagata è tornata ad essere un’oasi naturale di ripopolamento degli uccelli. Durante il sopralluogo operativo di ieri anche i Vigili del Fuoco hanno rinnovato il loro pieno supporto, mentre il monitoraggio costante dell'aria proseguirà attraverso i due presidi di Ostellato e di Comacchio. Il Direttore di Area, Pier Luigi Trentini non ha escluso verifiche nel sottosuolo. «Ora prosegue il monitoraggio giornaliero dell’aria e sul nostro sito periodicamente pubblichiamo i relativi bollettini, - ha detto Trentini -, ma faremo anche quelli nel terreno, quando la situazione lo permetterà. La puzza si sente, perché la soglia olfattiva della torba è bassa, ma tutte le istituzioni stanno lavorando in piena collaborazione per la soluzione del problema». Tutt’attorno al boschetto annerito corrono distese coltivate a sorgo, mais, soia, frumento, pomodori e anche alberi da frutto destinati ai vivai. Permane tutt’attorno l’odore acre di torba bruciata. (k.r.)
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