Più alunni in primarie e medie Materne sempre più “statali”
L’assessore Felletti: andrò in tutte le classi prime degli istituti comprensivi del Comune Il preside Gargioni (“Perlasca”): organico non definito e ci mancano insegnanti di sostegno
In questo anno scolastico iniziato ieri, nelle scuole primarie e medie della nostra città c'è qualche alunno in più. Numeri definitivi non ci sono ancora, ma il direttore dell'Istituzione scolastica Mauro Vecchi già sa che «il saldo del numero di classi, vale a dire quelle aperte meno quelle chiuse, è leggermente positivo». Si tratta di una delle poche novità in un anno che a Ferrara non prevede scossoni, visto che l'ultimo assestamento post-terremoto risale a un anno fa, quando aprì dopo oltre due anni di chiusura la nuova primaria Mosti. Adesso, oltre al leggero aumento di bambini e ragazzini nelle aule ferraresi, c'è da segnalare solo il passaggio di un'altra sezione della scuola d'infanzia Guido Rossa allo Stato. «Due anni fa tutte e tre le sezioni erano comunali - spiega Vecchi -, un anno fa una era diventata statale e due erano rimaste comunali, adesso siamo a due statali e una comunali. Ci impegniamo a fare in modo che fra un anno la scuola diventi tutta statale». Questa intenzione si inserisce in un obiettivo più volte dichiarato dallo stesso sindaco Tagliani: ritirarsi in parte dalla scuola d'infanzia (quella rivolta ai bambini fra i tre e i sei anni) puntando alla "statalizzazione" di questo grado di istruzione. Continua intanto l'assegnazione dei posti nei nidi e nelle scuole d'infanzia comunali, dove le attività sono riprese la settimana scorsa. L'assessore alla Pubblica istruzione Annalisa Felletti annuncia che nei prossimi giorni compirà un sopralluogo in tutte le classi prime degli istituti comprensivi del Comune, anche in quelli di campagna. La vede diversamente Stefano Gargioni, dirigente dell'istituto comprensivo Perlasca (ne fanno parte le tre primarie Mosti, Pascoli, Tumiati e la secondaria di primo grado Bonati). «Con gli alunni va tutto benissimo, ma con l'organico le bocce ancora non sono ferme. Dobbiamo ancora assegnare una cattedra e mezza di Matematica e scienze al Bonati e ancora non ho capito chi sarà nominato. Siamo costretti a un orario provvisorio fino a sabato: 27 ore ancora scoperte non sono poche». Mancano poi docenti di sostegno. «Abbiamo lo stesso numero di alunni con disabilità dello scorso anno, quando ci concessero dieci insegnanti di sostegno. Per quest'anno ne avevamo chiesti tredici, che avrebbero consentito una copertura in sicurezza, ma ce ne hanno concessi otto e mezzo».
Gabriele Rasconi
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