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«Procederemo con l’allagamento»

«Procederemo con l’allagamento»

Ieri mattina il sopralluogo da parte dei diversi tecnici per cercare soluzioni: Il clima non aiuta, la falda è bassa

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Si presenta annerita dall’autocombustione della torba l’area 14, che sulla mappa esaminata ieri mattina durante il sopralluogo tecnico, comprende la fascia nord-ovest del Mezzano, da cui si sono sprigionati i fumi molesti delle ultime settimane. L’area, che si estende su 55 ettari di proprietà privata, è stata oggetto dell’accurato sopralluogo compiuto ieri mattina da Alceste Zecchi, responsabile provinciale della Protezione Civile, da Nico Menozzi, ingegnere capo del Comune di Ostellato, da Pier Luigi Trentini, in presenza del direttore di Area, Pier Luigi Trentini e della funzionaria Enrica Canossa e di Stefano Ferroni (Cerpic della Protezione Civile), Adalberto Marchi e Federico Fantinati del Servizio Agricoltura della Provincia, dei tecnici Gramigna e Rinaldi del Consorzio di Bonifica Pianura Padana, dell’Ispettore del Corpo Forestale dello Stato Giovanni Stravaganti, di Luigi Punzetti e Danilo Nava rispettivamente del Comando Provinciale di Ferrara e del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Portomaggiore. Presenti anche Claudio Casini del Coordinamento della Protezione Civile di Ferrara ed il proprietario dell’area, adibita a boschetto con aceri acacie, pioppi, purtroppo ormai rinsecchiti e vegetazione arbustiva dalla quale ancora ieri si alzava fumo grigio. La strategia operativa caldeggiata dai tecnici presenti al sopralluogo è quella di procedere all'allagamento, come avvenuto con l’altra area più ad est, distante circa 3 chilometri, sulla quale si era scatenato il precedente fenomeno di autocombustione della torba. «È necessario risezionare i fossi perimetrali, perché sono molto stretti – ha commentato Alceste Zecchi, responsabile provinciale della Protezione Civile- perché per sommergere non si può prescindere dall’arginatura». Claudio Casini del Coordinamento Provinciale della protezione Civile ha specificato che «le pompe non mancano e quelle che abbiamo in uso immettono 750 litri di acqua al secondo». Le pompe andranno posizionate sui lati dei canali esterni e saranno necessari cinque o sei giorni per sommergere completamente l’area. Secondo il direttore di Area Pier Luigi Trentini «per arrestare il fenomeno bisogna intervenire subito, altrimenti la combustione andrà avanti ancora. In base all’orientamento dei venti – ha aggiunto – abbiamo ricevuto segnalazioni di odori molesti non solo dalla costa, ma anche da Ravenna, Bagnacavallo e ultimamente dalla città. La gente non si fida, ma la situazione è questa ed è del tutto evidente». Mentre l’ingegnere capo Menozzi ha preso accordi con il proprietario dell’area e con la Responsabile della Protezione Civile Alceste Zecchi sulle tempistiche di allagamento della stessa e sull’impiego di escavatori, Trentini ha segnalato la necessità di istituire un gruppo di lavoro. I volontari della Protezione Civile rabboccherano le pompe. In loco il proprietario ha autorizzato le movimentazioni necessarie e tutte le operazioni meccaniche. «Il clima non aiuta, la falda è bassa e siamo stati sollecitati da Prefettura e Comune a porre rimedio tempestivamente al problema, che sta interessando altri territori», ha concluso Alceste Zecchi.

Katia Romagnoli

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