La Nuova Ferrara

Ferrara

Smart Dock, il progetto per far salpare la Darsena

Smart Dock, il progetto per far salpare la Darsena

L’associazione Basso Profilo promuove iniziative per rilanciare il porto fluviale Si parte dagli spazi di Wunderkammer, dalla motonave Nena, da foto e musica

2 MINUTI DI LETTURA





Qualcosa si muove tra le acque stagnanti e limacciose della darsena di San Paolo. Non ancora un progetto strategico di pulizia e riqualificazione, quanto piuttosto alcune “tattiche di riuso intelligente”. Quel che si propone il progetto “Smart Dock”, coordinato dall’associazione Basso Profilo e presentato ieri a bordo della motonave Nena. Lo scopo è riscoprire una parte della città caduta nel dimenticatoio e riappropriarsi del lungofiume. “Ferrara è nata e si è sviluppata attorno all’acqua – dice Leonardo Delmonte, direttore dell’iniziativa – ma vicende storiche hanno fatto sì che si volgesse le spalle al fiume. Puntiamo ora a un nuovo coinvolgimento”. Si parte, negli spazi di Wunderkammer presso Palazzo Savonuzzi, con il festival “Risonanze”, da venerdì 18 a martedì 22 settembre. Dopodomani alle 20 c’è il vernissage della mostra del laboratorio fotografico “Fotografare per dire” tenuto da Paolo Zappaterra, poi dalle 21 alle 2 milonga solidale con le donne operate al seno a cura di Andos. Sabato dalle 19 concerto sulla motonave Nena (che durante l’intero fine settimana propone escursioni intrecciando percorsi ciclabili e vie d’acqua) degli Horganic Trio e spettacolo del tramonto sul Po (ingresso 7 euro); alle 21 serata di flamenco. Domenica dalle 10 alle 14 appuntamento per colazione e brunch nel frutteto (piantate una ventina di specie) progettato di fronte all’ingresso di Wunderkammer. Nel corso dell’intera giornata si potrà partecipare a un mapping party, segnalando vie, servizi e infrastrutture della mobilità fluviale utili a costruire una mappa aperta. Il 21 e il 22, dalle 18 alle 21, due giorni di discussione sulla rigenerazione della darsena: parteciperà anche il Citer (laboratorio di ricerca urbana di Unife) e saranno analizzati i progetti in corso d’opera a Ravenna. A disposizione di tutti i curiosi, una dragon boat di quindici metri e una voga veneta originale.

I costi sono a carico delle associazioni del consorzio Wunderkammer, con un contributo della Provincia tramite bando. Il tutto è in sinergia con il Progetto Idrovia che, spiega Moreno Po (Provincia) «ha l’obiettivo di creare le condizioni di navigabilità: sarà un lavoro lungo per togliere i fanghi e ostacoli come i ponti». Il Comune patrocina. «Questa è la zona di città che cambierà di più: in attesa della definizione dell’Idrovia non dobbiamo stare fermi: intanto la parte antistante a Palazzo Savonuzzi è stata data in concessione temporanea al Consorzio Wunderkammer». “Smart Dock” proseguirà in ottobre con iniziative e laboratori dedicati a ripensare il fronte fluviale, ipotizzando proposte di riqualificazione.

Fabio Terminali