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«Venerdì l’auto non c’era» Così il buco è di due giorni

«Venerdì l’auto non c’era» Così il buco è di due giorni

Il racconto della fioraia di Mizzana che sabato ha notato la Opel abbandonata Poco dopo alcuni addetti dell’Amsefc hanno segnalato il cattivo stato del veicolo

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MIZZANA. La sua testimonianza è uno dei tasselli grazie ai quali gli inquirenti stanno cercando di comporre l’intricato mosaico della scomparsa di Pierluigi Tartari, il pensionato di 73 anni che non si trova più da mercoledì scorso. Paola gestisce il negozio di fiori all’ingresso del cimitero di Mizzana. È stata la prima a vedere, sabato mattina, quella Opel Corsa parcheggiata in modo frettoloso nei pressi del camposanto, con il frontale puntato verso i campi che circondano l’area destinata ai defunti. «L’ho vista sabato mattina verso le 8.30, quando sono arrivata per aprire il negozio - ricorda Paola - Sono sicura che venerdì sera, quando sono uscita - erano più o meno le 18.30 - l’auto non c’era. Sabato mattina invece era lì, ho visto che era parcheggiata in un modo un po’ strano ma non mi sono soffermata più di tanto». In negozio c’è sempre qualcosa da fare, anche prima che arrivino i clienti. Verso le 9 e un quarto sono stati alcuni addetti dell’Amsefc a entrare e a parlarle di quell’auto. «Ho detto loro che l’avevo notata anch’io - racconta Paola - loro hanno aggiunto alcuni particolari che mi erano sfuggiti mentre mi dirigevo verso il negozio: l’auto aveva un finestrino aperto e una ruota a terra. Abbiamo pensato che fosse stata rubata e abbandonata, come succede alle biciclette che talvolta ritroviamo qua attorno».

Un sospetto che ha convinto gli operatori dell’Amsefc e la stessa fiorista ad avvisare subito le forze dell’ordine. Se la ricostruzione è esatta, quindi, l’auto è stata lasciata davanti al cimitero di Mizzana due giorni dopo la scomparsa di Pierluigi Tartari, che risale a mercoledì sera.

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