Ferrara, condannati per ricatti a Leon d’Oro e K2
Stangata all’ex funzionario dell’Agenzia delle entrate: 5 anni a Leopoldo Lunadei, quasi 3 anni al complice Maurizio Palma
FERRARA. È finita con una stangata, sia come pena che come risarcimento danni per le «mazzette sotto il Duomo». Condanna di 5 anni, 1 mese e 10 giorni per Leopoldo Lunadei , ex funzionario dell’Agenzia delle entrate (licenziato, ma lui ha fatto ricorso) accusato di aver ricattato 5 imprenditori locali, per attenuare i controlli fiscali sulle loro attività. Il giudice Silvia Marini che ha deciso per la condanna (in abbreviato, con un 1/3 della pena) ha valutato in 28 mila euro (a vario titolo per le imprese ricattate, costituite parte civile) i danni patrimoniali, ma solo come provvisionale visto che il resto si deciderà in sede civile. Così come per l’Agenzia delle entrate costituita con l’Avvocatura dello Stato che valuterà i danni anche di immagine arrecati da Lunadei all’amministrazione. Per Lunadei (assistito dai legali Bolognesi e Bramante), il giudice ha avuto la mano pesante anche per le pene accessorie: interdizione pubblici uffici, inibizione trattare con pubblica amministrazione, revoca rapporto servizio (licenziamento, già deciso dall’Agenzia e in atto ma dicevamo impugnato da Lunadei). Il suo complice Maurizio Palma (difensori Marzola e Bova) che aveva intascato le stesse mazzette di Lunadei e coinvolto in ricatti e concussioni, ha patteggiato 2 anni e 10 mesi di pena e ha chiuso il suo caso.
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Ora la difesa di Lunadei attede di leggere con attenzione le motivazioni, e poi proporre appello poichè la difesa ha sempre sostenuto la assoluta non credibilità di Palma, diventato l’accusatore di Lunadei stesso.
I due condividevano 5 episodi di concussione, per aver chiesto, preteso e ottenuto - tramite Palma, emissario e mediatore con negozianti - soldi per facilitare le pratiche fiscali e i controlli dell'Agenzia delle entrate, di cui Lunadei era dipendente. Lunadei ha sempre sostenuto di essere estraneo e che Palma fosse un millantatore che chiedeva le mazzette per conto proprio. Come ricordiamo tutto ebbe inizio il 9 dicembre scorso quando i due vennero arrestati in flagrante: Palma con i soldi in tasca appena ricevuti dal negoziante ricattato: il titolare del bar-pasticceria Leon D'Oro, che denunciò per primo i ricatti (facendo arrestare Palma e Lunadei). Il Leon d’Oro non si è costituito parte civile ma lo hanno fatto invece le altre imprese ricattate: ieri rappresentati in aula dai rispettivi legali: la gelateria K2 (Samuele Neri), l'Agriturismo La Sapienza (studio Andriulli), Bar-Pasticceria Kristal (studio Costantino) e la pizzeria Pippo (Riccardo Caniato).
Ricordiamo che Pizzeria Pippo segnalò autonomamente il tentativo di ricatto subito, dopo che il caso esplose con gli arresti di Palma e Lunadei, e gli articoli della Nuova sulle «Mazzette sotto il Duomo».
Daniele Predieri
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