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Hera contro la Regione «Più soldi per i rifiuti»

Hera contro la Regione «Più soldi per i rifiuti»

Bolletta a rischio aumenti fino al 20% dopo il ricorso al Tar dell’azienda In discussione il ricalcolo dei costi per lo smaltimento all’inceneritore

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La bolletta rifiuti che i ferraresi si sono visti recapitare nel giugno scorso conteneva già un aumento della tariffa per lo smaltimento all’inceneritore, della quale pochi si sono accorti in quanto di entità trascurabile. Della prossima stangata, però, se ne accorgeranno tutti, perché si rischia un rincaro fino al 20%, che è appeso all’esito di un ricorso al Tar di Herambiente contro il criterio di calcolo dei costi di smaltimento appena messo a punto dalla Regione. L’udienza al Tribunale amministrativo di Bologna è già fissata, le società di gestione (oltre a Hera c’è anche Iren) chiedono un consistente aumento del corrispettivo loro riconosciuto, che non comprende nè il costo di ammortamento dell’inceneritore nè il costo dell’Irap. Si tratta, in realtà, di una vicenda complessa, come tutto quanto ruota attorno a questa tassa un po’ misteriosa, che deve coprire al 100% il costo del servizio e viene ripartita sugli utenti ferraresi, a tutt’oggi, senza tener conto se non per una parte infinitesima dell’effettiva produzione e del contributo al riciclo dei rifiuti, ma sulla base di parametri come la dimensione della casa e la numerosità della famiglia.

Tutto cominciò un paio di anni fa quando la Regione, senza coinvolgere l’Atersir che è pure l’autorità (regionale) del settore, insediò un gruppo di lavoro di una ventina di persone, con i rappresentanti delle aziende di gestione, per ridefinire dopo parecchi anni i criteri di calcolo dei costi per lo smaltimento dei rifiuti in discarica e negli inceneritori. La prima bozza fece sussultare la Regione, in quanto veniva fuori un incremento-record di questi costi: da 100 euro a tonnellata si arrivava a 170-180 euro. Considerato che questa voce rappresenta circa un terzo del costo totale del servizio da corprire con la tassa, è chiaro l’impatto sulla bolletta. Di qui la marcia prudente innestata dalla Regione, che avviò un’ampia consultazione dalla quale uscirono osservazioni, tra gli altri, della stessa Atersir e del Comune di Ferrara. Quest’ultimo, in particolare, chiese di effettuare un confronto con i costi di smaltimento degli inceneritori a livello nazionale, di verificare l’esistenza di un piano tariffario governativo e di rendicontare in maniera dettagliata le voci.

Ne uscì una delibera regionale sui criteri di calcolo molto più “morbida”, che si tradusse in un aumento del 15-20% dei costi di smaltimento. È a questo punto che s’innesca la ribellione della aziende e di Confservizi, la loro associazione, anche sulla questione di metodo, cambiata in corsa dalla Regione. L’esito del ricorso si preannuncia molto incerto, di sicuro la Tari è destinata ancora a far discutere.

Stefano Ciervo

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