«Ora non riusciremo a rispondere alle esigenze»
Il sindaco di Copparo dopo la sentenza del Tar che ha condannato Area e annullato le convenzioni con il Consorzio Impronte Sociali: tempi più lunghi
COPPARO. All’indomani della notizia relativa alla sentenza del Tar che ha condannato Area per gli affidamenti diretti annullando le convenzioni con il Consorzio Impronte Sociali in quanto per il Tribunale Amministrativo Regionale doveva essere indetta una gara pubblica, bocche cucite da parte dei sindaci dell’Unione Terre e Fiumi con l’unica eccezione del presidente, nonchè sindaco di Copparo, Nicola Rossi il quale già nella mattinata di ieri aveva postato un messaggio sul proprio profilo Facebook affermando che «per colpa di pochi corrotti(non ci sarebbe stato bisogno di Cantone) per l'ignoranza ed il populismo esagerato il nostro paese non sarà più in grado di rispondere in modo integrativo e dignitoso ai bisogni sociali di ogni singola comunità. Superare l'assistenzialismo verso la salvaguardia della dignità umana nell'emancipazione del disagio è diventato secondario alla ricerca di esasperata trasparenza già di per se presente nell'individuazione dei bisogni e nella costruzione di percorsi di vita che rischiano di cadere nel dimenticatoio e nell’ emarginazione». Rossi precisa ancor meglio il proprio pensiero: «sarebbe opportuno trovare una via di mezzo tra la regola che impone di fare dei bandi e l’altra di dare soluzioni alle comunità, in particolare modo alle cooperative di tipo B. Ripeto, è opportuno trovare strumenti che permettono di fornire risposte. È importante per queste persone percorrere percorsi educativi in quanto in caso contrario rimarrebbero ai margini della società. I comuni si muovono cercando di dare risposte immediate in un contesto protetto. È necessario avere delle regole , a volte le necessità di assegnazioni dirette ci aiuta a dare delle risposte. Per tante persone è un progetto di vita. Ora succederà che faremo dei bandi di gara con tempi più lunghi e non si riuscirà a dare risposte ai bisogni immediati».
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