«Sì a un nuovo Patto per il lavoro»
Presentato il progetto “Comacchio 2015-2020”: strategie già sul tavolo
COMACCHIO. Il fulcro della seduta consigliare di martedì è sicuramente rappresentato dall’illustrazione del progetto “Comacchio 2015/2020”, inserito tra le comunicazioni del sindaco Fabbri, che lo ha definito un “Patto per il lavoro.” In linea con una delibera regionale che ne detta gli indirizzi, si vuole improntare un documento il più largamente condiviso con mondo dell'associazionismo, delle imprese, della scuola e naturalmente delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, cercando di attingere ai finanziamenti legati alla programmazione europea, a valere sul 2014/2020. «Il nuovo progetto è aperto e di massima condivisione possibile per lo sviluppo del territorio in un contesto, come quello di Comacchio – ha spiegato il sindaco – debole a livello regionale. Bisogna fare squadra per creare nuova occupazione, contrastando il rischio di povertà, declinando il lavoro con persone, territorio, imprese, legalità e semplificazione».
Fabbri ha poi subito messo in chiaro che si tratta di un “patto strategico” e non del “libro dei sogni” o di un “programma elettorale”. Per concretizzare il progetto vanno contrastati l’abbandono scolastico, che proprio a Comacchio registra uno dei tassi più alti a livello regionale, ma anche l’auto-referenzialità propria degli istituti scolastici. Fabbri ha così invocato maggiore dialogo tra le realtà del territorio ed in particolare tra scuola ed imprese, perché «abbiamo scoperto con il tavolo regionale della Servizi Ospedalieri che su 200 persone impiegate nell'animazione sulla nostra costa non c’è nessun comacchiese e che non esistono lava-nolo, ma si percorrono fino a 150 chilometri per far lavare lenzuola e tovaglioli». Servono azioni incisive sulla formazione con programmi di studio capaci di andare incontro alle esigenze del territorio. Tra qualche settimana sorgerà una Fab-lab, il primo spazio giovani, attrezzato come officina di fabbricazione digitale e di co-working, per permettere a chi non può permettersi costi di affitti esosi, di lavorare condividendo spazi con altri. «Comacchio si sta qualificando non solo per il brand – ha detto Fabbri - ma anche per azioni positive portate avanti con il Parco, principale attrattore, e con il rilancio del comparto vallivo, delle saline e di un prolungamento delle attività di marinatura da due ad almeno sette mesi alla Manifattura, sino ai grandi temi dell'archeologia e della riqualificazione del centro storico».
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