«Sono stato censurato» E invece sbaglia indirizzo
Il consigliere Pdl/Il Faro Di Munno contro la responsabile del giornalino comunale «Si prendano provvedimenti». Ma la mail l’ha spedita nella sua stessa casella
COMACCHIO. «Nel mese di maggio, come tutti i capigruppo, ho ricevuto un invito a presentare un pezzo per lo spazio riservato alle forze politiche che rappresento ed ho mandato un articolo. Non ho ricevuto alcuna comunicazione dal comitato di redazione sulla bocciatura del pezzo proposto: credo che da oggi nel verbo di questa amministrazione debba inserirsi anche la parola “censura”». Questo lo sfogo (sulla su pagina Facebook) del consigliere del consigliere Pdl/Il faro, Antonio Di Munno. E martedì sera, durante la seduta del consiglio comunale, Di Munno ha puntato il dito contro una dipendente del Comune, Katia Romagnoli, responsabile del giornalino e “colpevole” di essere anche collaboratrice esterna nella Nuova Ferrara, impegno che svolge alla luce del sole e avendo chiesto, e ottenuto, il via libera dai responsabili . Secondo Di Munno la Romagnoli non ha ben svolto il proprio lavoro «il mio pezzo è stato “stranamente” perso - ha detto - e comunque la colpa è del sindaco, che permette alla Romagnoli di scrivere per un quotidiano locale quando la comunicazione del Comune dovrebbe essere nelle mani di persone “libere”». Di Munno in consiglio c’è andato giù pesante e come lui anche tutti coloro che si sono riempiti la bocca senza prima verificare o cercare di capire. La mail del consigliere di minoranza, con la quale denunciava di essere stato censurato, è arrivata anche alla Nuova. Aprendo gli allegati il “mistero” è stato subito svelato: Di Munno, distratto, ha mandato la mail al suo stesso indirizzo e non a quello del Comune. Ecco perché in data 6 giugno la signora Romagnoli non ha ricevuto alcun articolo. Il 5 agosto il consigliere ci ha riprovato. Questa volta ha inviato la mail dalla sua posta privata all’indirizzo di posta certificata del Comune e la stessa, come prevedibile, è tornata indietro. «È vero, mi sono accorto dell’errore - ha detto ieri mattina Di Munno - ma la sostanza resta: se sono invitato a scrivere e il mio pezzo non arriva, la responsabile ha il dovere di telefonare e chiedere spiegazioni. Invece niente di niente, come al solito». «È evidente che le notizie fornite dal consigliere Di Munno siano del tutto travisate - spiega ancora il sindaco Fabbri - emergono però due elementi fondamentali. Innanzitutto il fatto che Di Munno fosse assente al comitato di redazione, luogo istituzionale in cui si visiona la bozza del giornalino e in cui avrebbe potuto recriminare la mancanza del suo pezzo. In secondo luogo la palese, grottesca e reiterata incapacità nell’utilizzo della posta elettronica certificata».
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