Balordi e pericolosi La svolta del caso
Si cerca un gruppo di persone, alcune sono già sospettate Il sequestro di Tartari per il pin del bancomat, poi i prelievi
«È facile in tv, in Csi si risolve tutto in 5 secondi», scherzava, sdrammatizzando, il poliziotto della scientifica sabato scorso mentre faceva i rilievi sulla Opel Corsa di Pierluigi Tartari. Ben diversa è la realtà, e le difficoltà - ad oltre una settimana - nel risolvere il giallo di Aguscello lo stanno confermando. Nonostante le dichiarazioni di circostanza degli inquirenti che si rincorrono da giorni, però la svolta è davvero a un passo. Più persone sarebbero già indicate come sospettati, già “attenzionate” dice il burocratese della polizia, parte di un gruppo, non della nostra provincia su cui si cercano riscontri. Ma bisogna far presto, sempre di più, perché ad oltre una settimana dalla scomparsa di Pierluigi Tartari, le carte di procura e polizia indicano che le indagini sono nel momento più cruciale. Dopo aver sequestrato Tartari da casa sua, ad Aguscello e dopo averlo aggredito e rapinato, i sequestratori lo hanno portato in giro con loro per fare prelievi al Bancomat. E proprio in questi prelievi che sarebbero stati individuati i sospettati. Poi, gli stessi e altri, hanno usato la carta di credito per far spese (anche a vuoto, presentando loro documenti con la carta di Tartari, assurdo ma vero). Sospettati, dicevamo che potrebbero - e dovrebbero - spiegare agli inquirenti “solo” l’uso indebito o al massimo la ricettazione delle tessere di Tartari. Per questo si cercano riscontri, di ogni tipo: biologici, medico-legali in casa ad Aguscello (anche ieri gli ultimi sopralluoghi) e nell’auto. Per questo procura e polizia dicono di esser al momento più importante delle indagini per spiegare prima cosa è successo e poi contestarlo a qualcuno. Ma occorre trovare assolutamente Pierluigi Tartari, vivo o morto che sia. Dunque, si lavora su fatti concreti, diverse piste che portano gli inquirenti a riempire il “buco” tra il sequestro da casa ad Aguscello di Tartari (mercoledì sera) e il ritrovamento dell’auto, sabato mattina scorso. Lo scenario che si sta circoscrivendo è quello di un gruppo di balordi in azione, imprevedibili e perciò pericolosi. «Barbarie» aveva definito la loro azione il questore Sbordone una settimana fa. In queste ore si stanno cercando sempre più riscontri, che possano far il salto all’inchiesta, e arrivare ad atti concreti anche giudiziari, sperando o sia troppo tardi. Almeno per incastrare chi ha... : lo spazio resta vuoto, ma ormai sappiamo tutti come purtroppo è possibile sia andata a finire.
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