Export boom ai livelli 2007 grazie a dollaro e automotive
I dati Istat sull'export provinciale al 30 giugno, diffusi dall'Osservatorio dell'economia della Camera di commercio, confermano un trend positivo. La crescita è stata trainata in particolare dal...
I dati Istat sull'export provinciale al 30 giugno, diffusi dall'Osservatorio dell'economia della Camera di commercio, confermano un trend positivo. La crescita è stata trainata in particolare dal buon andamento sul mercato statunitense. Il valore complessivo dell’export nel primo semestre ammonta a 1,343 miliardi che in euro correnti è il più alto degli ultimi 20 anni, ancora però inferiore al livello 2007 in termini reali. Senza considerare l'effetto inflativo, attualmente negativo, l'export ferrarese è cresciuto del 7,2%, quando il valore registrato dalla regione si ferma al 4,4% e il nazionale a +5,0%. In Emilia-Romagna fa meglio di Ferrara solo Forlì. Rimini e, in forma più modesta, Piacenza registrano addirittura un trend negativo. La quota dell'export ferrarese sul totale regionale cresce leggermente nel tempo, ma rimane superiore solo a quella di Rimini.
La tendenza positiva ha prevalso in molti comparti, soprattutto in quelli che incidono di più sul totale, ma l'incremento non è omogeneo. Il principale settore, l'automotive, cresce ancora la propria quota (sta per raggiungere un terzo del totale), accelerando la crescita già sostenuta dello scorso trimestre (+14,2%). Anche rilevanti attività come la chimica e i macchinari confermano la loro rappresentatività sul totale e segnano incisive variazioni positive. Prosegue il trend di crescita dei prodotti agro-alimentari, agricoltura e pesca registrano un +7%. Variazioni positive a due cifre per lavorazione di minerali non metalliferi e apparecchi elettrici. In controtendenza sistema moda e metallurgia.
Per quanto riguarda le destinazioni, diminuisce l’export in Europa, ma non all'interno dell'Ue (+0,8%), nonostante il forte calo a due cifre delle vendite in Germania. Molto bene la principale destinazione dell'automotive, gli Stati Uniti, grazie anche alla svalutazione dell'euro: +25,8%. Aumenta anche l'export verso i Bricst.
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