Anziano scomparso, la scia dei soldi a Comacchio, controlli negli ospedali
C’è una pista che porta le indagini sulla scomparsa di Pierluigi Tartari fuori Ferrara. È stata tracciata dai lettori di carte di credito e tessere bancomat utilizzate per fare acquisti
COMACCHIO. C’è una pista che porta le indagini sulla scomparsa di Pierluigi Tartari fuori Ferrara. È stata tracciata dai lettori di carte di credito e tessere bancomat utilizzate per fare acquisti.
Le carte di pagamento intestate al 73enne di Aguscello sarebbero state infatti presentate anche in negozi e supermercati del basso ferrarese. Forse il vero motivo della scomparsa del pensionato, da dieci giorni irreperibile, che potrebbe essere servito ai suoi aggressori per rendere “commercia-bili” le carte ed effettuare prelevamenti di contante. Un’ipotesi che sarebbe entrata da giorni nelle pieghe dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Filippo Di Benedetto.
Chi ha usato le carte di Tartari, infatti, è entrato in un ipermercato di Ferrara (il centro “Le Mura”) e avrebbe attraversato un intero pezzo di provincia per fare shopping con i soldi del pensionato. Una scia conduce verso il basso ferrarese, dove si trovano molti esercizi e anche ipermercati, e dove tra le tante transazioni moltiplicate dal flusso turistico potrebbero essersi celate anche quelle di malintenzionati e delinquenti.
Gli investigatori in questi giorni starebbero battendo la costa, il comacchiese e qualche paese all’interno. Un particolare che confermerebbe l’intenzione primaria dei banditi di procurarsi denaro e valori ricorrendo al furto e alla rapina. Forse il rientro inatteso dell’uomo nella sua abitazione di via Ricciarelli, mercoledì sera, mentre era in corso un furto di armi (nella casa sono stati rubati due fucili) o un agguato per procurarsi carte magnetiche da usare con l’aiuto (estorto) dell’ex elettricista potrebbero poi aver aggravato le responsabilità dei banditi fino al reato più grave, che difficilmente può essere contestato in assenza di un cadavere. La via verso il mare avrebbe portato gli inquirenti anche negli ospedali, come quello di Lagosanto, alla ricerca delle immagini registrate dalla telecamere per individuare l’accesso di persone ferite legate alla misteriosa vicenda di Aguscello.
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