Da Mercato coperto a centro d’innovazione
Il Meme mette in contatto piccole imprese e ricercatori: «Ma la burocrazia non ci aiuta»
Innovazione, economia, ricerca, crescita, sperimentazione sono le parole che caratterizzano il MEme Learning Exposed, la due giorni al Mercato coperto di Ferrara che vede radunarsi in città decine di aziende e "makers". «Stiamo facendo lavorare gomito a gomito le aziende con i nuovi professionisti che non sono inquadrabili nelle categorie solite di lavoratori e creativi - ha spiegato Luca Lanzoni, di Città della Cultura/Cultura della Città - Le aziende, che non hanno possibilità di fare ricerca, sottopongono problematiche in materia di accessibilità, tema del MEme 2015, e sta ai makers proporre soluzioni realizzabili. Questa metodologia diretta di fare impresa è innovativa». Ma Ferrara può essere centro di innovazione? Lanzoni crede di sì: «Ferrara ha potenzialità enormi in materia di innovazione, lo si capisce guardando quante realtà si stanno avvicendando nei nostri workshop e nei Challenge, facendo del Mercato coperto una sorta di Mercato delle Idee».
Secondo alcuni degli imprenditori che partecipano al MEme, quello che manca a Ferrara è il sostegno del tessuto locale che, seppur ricettivo, non possiede la capacità di rischio necessario a fare dell'innovazione un business. «Qui, come nel resto d'Italia, non mettiamo in grado gli startupper di entrare in competizione con il resto del mercato poiché non rischiamo sui progetti di innovazione. Siamo ancorati al modello del family business, quello della Pmi di casa nostra, e l'innovazione per diventare business non può aspettare i tempi della burocrazia, dei bandi e dei finanziamenti pubblici» ha spiegato Michele Travagli di Kuwa. Il suo gruppo di lavoro oggi pomeriggio, alle 16, presenta un progetto di realtà immersiva tecnologicamente molto avanzato, che permette di vivere esperienze attraverso video e 3D (prova è aperta al pubblico). Si tratta di una tecnologia alla quale altre imprese stanno ancora lavorando, mentre il gruppo ferrarese è già operativo ma non ha ancora trovato un investitore pronto a scommetterci per farne un business. «Le imprese innovative, per funzionare, devono capire qual è l'ecosistema all'interno del quale si muovono - ha aggiunto Travagli - Qui cultura, turismo e agricoltura sono i punti di forza da coltivare con la tecnologia. L'innovazione però è distruttiva rispetto all'esistente: se l'ecosistema non è pronto a raccogliere la sfida non potremmo mai accompagnare le nostre eccellenze verso il cambiamento necessario».
«Trovare nuovi modi per promuovere, preservare, implementare la storia e la cultura del territorio» è la chiave di lettura che Matteo Fabbri dà dell'innovazione. La sua impresa, Tryeco 2.0, si occupa di scansioni e stampa 3D e anche Fabbri non nasconde che la burocrazia è un ostacolo alla crescita e all'innovazione. «Il nostro intento adesso sarebbe quello di censire e conservare in scansioni 3D il patrimonio architettonico, artistico, culturale ferrarese e italiano, per farne opere di divulgazione e preservazione. La sfida è importante, sia per il lavoro che comporta che per gli investimenti necessari».
Ingrid Veneroso
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