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«Fusione Area-Cmv, così non va»

«Fusione Area-Cmv, così non va»

Le forze politiche d’opposizione a Comacchio chiedono al sindaco e alla giunta un confronto aperto con il consiglio

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COMACCHIO. Gli esponenti politici che ieri mattina hanno dato appuntamento alla stampa sotto la Loggia del grano hanno invocato l’allargamento del dibattito, circa l’ipotesi di fusione tra Area a Cmv con l’ingresso di Comacchio come ente socio, anche alle forze non rappresentate in consiglio comunale e alla società civile. «Sono stati adottati due pesi e due misure – è intervenuto Antonio Di Munno, de Il Faro e Forza Italia - perché ieri sono stati sentiti tutti i portatori di interessi sulla questione della ztl e ora non si comprende la fretta di questa scelta. Il consiglio dovrà delineare gli indirizzi politici e la consulenza tecnica richiesta dal Comune ad Arturo Castellani di Ravenna dovrà aiutare a seguire tutte le procedure». Come spiegato poi da Manrico Mezzogori (Alternativa Democratica), dopo le due commissioni consiliari convocate intorno alla delicata tematica, entro il 30 settembre il consiglio sarà tenuto a deliberare sull’eventuale ingresso del Comune nella nuova società. «Questa scelta va a vincolare la comunità per i prossimi anni – ha detto Mezzogori -,e se non è stata fatta dalle precedenti amministrazioni ci saranno state ragioni, forse per l’esistenza di Brodolini, specializzata nel settore dei rifiuti». Mezzogori ha concluso ribadendo che non sussistono ragioni per un ingresso immediato nella nuova compagina societaria a carico della cittadina lagunare, ma che eventualmente si può optare per una seconda ipotesi per il conferimento dell’incarico di raccolta e smaltimento dei rifiuti, prevedendo la partecipazione di altre società. Davide Michetti (L’Onda) ha parlato di «segnale che fa riflettere», riferendosi alla presenza di numerose forze politiche, anche non rappresentate in consiglio, aggiungendo che «non si può proporre un referendum per guardare verso Ravenna e proporre progetto orientato invece verso Ferrara». Secondo Michetti la decisione sembrava già presa dopo la seconda commissione consiliare e non sarebbero stati oggetto di valutazione debiti e crediti. «Noi entreremo con quota pari al 22%, ma debiti e crediti sono tutti esigibili?», ha detto Maura Tomasi, segretaria della Lega Nord, preoccupata per le sorti della Brodolini al pari degli altri intervenuti, ma anche per i 18milioni di euro di debiti attribuiti ad Area, ha ipotizzato due prospettive, perché «i comacchiesi dovranno aumentarsi le tariffe – ha detto - oppure andranno a raccogliere i rifiuti da altri territori come è avvenuto a Jolanda di Savoia. Il nostro Comune viene valutato come 60mila presenze, ma non sappiamo quali criteri abbia adottato Area per valutarle». Altro dubbio da sbrogliare la stima attribuita al Palazzo delle Saline che dagli 800mila euro di partenza si aggirerebbe ora sui 500mila euro, individuata come sede distaccata di servizi. Francesca Felletti, segretaria e capogruppo del Pd, ha specificato che «l’argomento va chiarito e condiviso nella più ampia possibile e si fatica a cogliere sfumature e pieghe dell’operazione e anche dal punto di vista tecnico è difficoltoso capire le pieghe dei bilanci. Non ho capito il vantaggio per i cittadini – ha aggiunto Felletti – e quale sia la linea strategica sottesa, dopo il referendum verso Ravenna, dato che questa nuova prospettiva si concilia con quella dell’Area vasta che va configurandosi». Aldo Mezzogori (Udc), ricordando che «l’esperienza del passato deve servire: la proposta di un referendum per capire quale linea assumere, a difesa degli interessi dei cittadini». Ider Carli (Pri), parlando di perplessità sul metodo, ha rilevato la necessità di approfondimenti. Anche Giuseppe Carli (Forza Comacchio) ha chiesto quali vantaggi deriveranno ai cittadini e se dovranno essere ritoccate le tariffe; «prendere decisioni importanti senza il coinvolgimento della cittadinanza e del mondo politico, sembra ormai una prassi consolidata, utilizzata troppo spesso dai nostri amministratori», ha aggiunto Andrea Rossetti (Prc)».

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