In un documentario il legame fra Tresigallo e Rossoni
TRESIGALLO. Una nuova Tresigallo, rinnovata nello stile, è quella che immaginò e impostò il suo concittadino Edmondo Rossoni. A lui e al suo rapporto con l'amata città natia è dedicato il...
TRESIGALLO. Una nuova Tresigallo, rinnovata nello stile, è quella che immaginò e impostò il suo concittadino Edmondo Rossoni.
A lui e al suo rapporto con l'amata città natia è dedicato il documentario "Tresigallo, la città di Edmondo Rossoni", di Marco Marighelli, che verrà proiettato e presentato oggi alle 17 nella sala conferenze della Camera di Commercio di Ferrara, in Largo Castello 10. L'evento sarà introdotto dall'architetto . Moreno Po ed è inserito all'interno della XXXII Settimana Estense, manifestazione promossa dalla Camera di Commercio e in programma fino al 27 settembre. Il film, con le musiche di Friedrich Cané, narra della rinascita della città di Tresigallo a partire dal 1930 quando, grazie a Rossoni, viene completamente ricostruita con architetture razionaliste. Per questo la città ha ottenuto la denominazione di Città d'Arte.
Edmondo Rossoni (Tresigallo, 6 maggio 1884 - Roma, 8 giugno 1965), dopo una giovinezza nel sindacalismo rivoluzionario, allo scoppio della prima guerra mondiale abbraccia l'interventismo, partecipa al conflitto e fonda poi il settimanale "L'Italia Nostra". Nel 1918 partecipa in prima fila alla costituzione dell'Unione italiana del lavoro, della quale rimane segretario fino al marzo del 1919, quando lascia l'incarico per assumere la direzione della Camera del Lavoro di Roma. Tre anni dopo dirigerà la Camera del lavoro di Ferrara creata dai sindacalisti fascisti, e poi aderirà al partito nazionale fascista. Fa redigere, nel 1927, la Carta del Lavoro e nel 1930 diventa membro del gran consiglio del Fascismo. Nel 1932 diventa sottosegretario alla presidenza del consiglio e nel 1935 viene nominato ministro dell'Agricoltura e foreste. Il 25 luglio del 1943 vota a favore dell’Ordine del giorno Grandi, atto che nella Rsi gli costa la condanna a morte in contumacia. Riesce a nascondersi (anche in Vaticano) sino alla fine della guerra poi espatria e ripara in Canada (mentre in Italia viene condannato all’ergastolo). Dopo l’amnistia rientrò a Roma, dove rimase fino alla morte .(a.m.)
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