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Nessuna traccia sul fondo del lago

Nessuna traccia sul fondo del lago

Ieri le ricerche del corpo di Pierluigi Tartari sono state estese all’ex riserva di pesca della frazione con i sommozzatori

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AGUSCELLO. Hanno battuto palmo a palmo un intero settore del laghetto situato all’interno del recinto dell’ex riserva di pesca di Aguscello. Ma anche ieri le squadre inviate nella frazione per cercare qualche traccia del passaggio o del corpo di Pierluigi Tartari (l’ipotesi della sua morte, e in particolare dell’omicidio, si rafforza ogni giorno che passa) sono rientrate senza notizie utili. A partire da martedì scorso, quando le ricerche sono state avviate in modo sistematico battendo il territorio, i campi e i canali di una vasta area attorno alla città, molte delle mappe su cui gli inquirenti hanno programmato le battute di questi giorni si sono esaurite acquisendo l’esito negativo delle ispezioni che fino a ieri non hanno saltato un giorno. A nulla sono valsi l’impiego di cani molecolari, sommozzatori, esperti di aree boschive, piloti di droni e paramotore.

L’area delle ricerche dove potrebbe trovarsi il corpo del pensionato di Aguscello è molto ampia e si estende dal paese fino alla zona nord ovest della città (Mizzana, Cassana e dintorni), dove è stata ritrovata macchiata di sangue e danneggiata la Opel Corsa dell’ex elettricista.

Ieri mattina, per oltre un’ora, i sommozzatori del Nucleo di Bologna, guidati dal caposquadra Giuseppe Moretto, hanno esplorato il fondale dell’ex riserva di pesca nei pressi dei pontili. Manlio Baravelli, uno degli operatori del Nucleo felsineo, si è calato nell’acqua torbida (a visibilità zero) e ha tastato centimetro per centimetro tutta la parte sommersa in un raggio di circa 20 metri attorno alle due strutture che si spingono all’interno del laghetto. Si è ritenuto che se qualcuno ha eventualmente voluto sbarazzarsi del corpo gettandolo all’interno di quelle acque stagnanti lo ha fatto vicino ai pontili. «Non abbiamo trovato nulla, solo delle ramaglie», spiegava ieri il personale addetto alla ricerca. Ad accompagnarli una squadra dei vigili del fuoco di Ferrara e una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato, che in questi giorni sta fornendo un supporto costante alle squadre incaricate delle ricognizioni e agli inquirenti. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Filippo Di Benedetto, che ha pianificato una serie di battute anche per i prossimi giorni e quotidianamente acquisisce verbali e comunicazioni che riportano l’esito delle operazioni.

La Forestale ieri si è spinta, a poca strada dall’ex riserva di pesca, fino ad un secondo laghetto. L’ispezione non ha rivelato rotture o tracce di forzature alle recinzioni da parte di intrusi.

Giovedì, sempre ad Aguscello, era stata battuta una vasta superficie di verde retrostante la casa di Pierluigi Tartari e del fratello, da dove il pensionato è scomparso mercoledì 9 settembre per non ricomparire più. Accanto alle ricerche del corpo, sul territorio proseguono quelle dei banditi che potrebbero aver rapito l’anziano per utilizzare tessera bancomat e carte di credito, cosa che poi hanno fatto non solo in città. L’indagine (al momento il reato ipotizzato è la rapina) sarebbe a buon punto.

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