Oltre seimila case senza fogna «Devono costruire l’impianto»
Sono oltre seimila le famiglie ferraresi non in regola con gli scarichi fognari. Non tutte sono prive di un impianto di depurazione, in certi casi il problema è un’autorizzazione scaduta, ma questi...
Sono oltre seimila le famiglie ferraresi non in regola con gli scarichi fognari. Non tutte sono prive di un impianto di depurazione, in certi casi il problema è un’autorizzazione scaduta, ma questi scarichi rappresentano comunque «un problema ambientale abbastanza significativo, che ci spaventa meno di altri tipi d’impatto, ma in presenza di nuclei numerosi produce ricadute fastidiose per i residenti che si traducono in esposti - è l’esperienza di Alessio Stabellini, responsabile tecnico del Servizio ambiente del Comune - Fino a pochi anni fa agivamo solo su segnalazioni dei cittadini, ma abbiamo fatto un passo avanti». Questa decisione si è tradotta in un’intesa tra Palazzo municipale, associazioni d’impresa e ordini professionali, per definire percorsi-tipo nella costruzione e manutenzione d’impianti casalinghi di depurazione; accordo integrato ieri in particolare per gli scarichi direttamente al suolo.
È ormai chiaro, infatti, che un buon numero di queste abitazioni non saranno raggiunte dalla fognatura pubblica, «siamo ormai al limite degli interventi possibili, anche se assieme a Hera non rinunciamo a valutare altre situazioni» ha fatto presente l’assessore all’Ambiente, Caterina Ferri. L’anno prossimo partirà, ad esempio, l’espansione lungo via Penavara, a San Martino, una delle zona con maggior concentrazione di abitazioni non in regola: le altre sono in zona est e nel resto del forese.
Gran parte di queste situazioni dovranno essere sanate dai diretti interessati, attraverso un semplice aggiornamento autorizzativo oppure con la costruzione, a proprie spese e senza sgravi fiscali in vista, d’impianto di depurazione. Quanto si spende? «I costi sono molto variabili, andiamo da 6mila e 20mila euro per gli impianti più complessi, tipo fitodepurazione» ha fatto presente Stabellini. La possibilità di scaricare direttamente al suolo, in caso in canale sia troppo lontano, prevede tre livelli differenziati di trattamento; gli impianti, inoltre, hanno bisogno di manutenzione. Chi non si mette in regola rischia una multa tra 600 e 6.000 euro, ma non la denuncia penale, che non è prevista per gli scarichi civili. «È bene sottolineare che non si tratta dell’ennesimo balzello comunale, ma dell’esigenza di rispettare una normativa nazionale» ha evidenziato Franco Mantero (Ordine ingegneri), mentre le associazioni professionali si augurano che l’accordo venga esteso agli altri comuni, a partire da Cento con la sua Partecipanza.
L’operazione partirà la prossima settimana, con l’invio di una lettera alle 1.500 famiglie che hanno un’autorizzazione scaduta per scaricare fuori fogna, contenente l’invito a mettersi in regola o adeguare il vecchio impianto. Poi scatteranno i controlli sulle altre 4.900 situazioni da sanare, alcune delle quali hanno una semplice concessione del Consorzio di Bonifica, da convertire in autorizzazione vera e propria. Molti di sovranno dotare di un impianto.(s.c.)
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