Ferrara, forse rinviata la vendita del PalaSilver
Il palazzetto dovrebbe andare all’asta martedì 22 nell’ambito della procedura fallimentare
FERRARA. Data e prezzo sono già fissati nel bollettino delle aste giudiziarie. Per la quarta volta il PalaSilver finisce sul mercato. La vendita si dovrebbe svolgere martedì 22 settembre alle 9.15 (udienza presieduta dal giudice Stefano Giusberti), in un’aula del tribunale di Ferrara. In realtà, come spiega la curatrice fallimentare Silvia Gianferrara, dopo l’incendio lo stato del fabbricato è cambiato e non è detto a questo punto che la vendita si svolgerà entro i tempi stabiliti, in pratica potrebbe essere deciso un rinvio.
«Lunedì andrò a parlare con il giudice», annuncia la curatrice. In tutto si tratta di 3.370 metri quadrati coperti, di cui 2.730 nell’area adibita a pista del ghiaccio e 640 nell’ala accessoria, dove si trovavano bar, biglietteria, spogliatoi, sala ristoro e uffici direzionali e amministrativi (al primo piano). Il prezzo di partenza dell’asta con incanto (l’offerta viene fatta direttamente in udienza) è di 174.800 euro. Il 15 settembre scorso si è svolta l’asta senza incanto che, se va deserta (e questo è il caso), viene seguita da un’asta con incanto.
Il fabbricato che esiste dal 1997 (prima nella versione scoperta, poi coperta) è uno dei beni alienabili della procedura di fallimento. La curatrice l’ha preso in carico dalla ditta Nadalini Giuseppe, che aveva siglato nel 2003 una convenzione trentennale con il Comune per costruire e gestire, su terreno pubblico, il palaghiaccio. Nel 2008 l’avventura si chiuse col fallimento.
Il curatore tentò di tenere aperta la struttura siglando una convenzione con Ice Planet, azienda specializzata a livello nazionale, ma dopo un paio d'anni anche questo tentativo si arenò. Nel 2011 il Comune avviò un’azione legale contro la procedura giudiziaria («ma quella situazione è stata superata», ha dichiarato ieri Silvia Gianferrara) per cercare di sveltire le procedure di riapertura della struttura.
Ma a oggi è ancora tutto fermo. «Noi mettiamo in vendita il diritto di superficie - precisa la curatrice - non sappiamo cosa succederà dopo, se e quando sarà ceduto. Attualmente sulla struttura è presente un vincolo per la destinazione ad attività sportiva. In tutti questi anni abbiamo cercato di evitare gli ingressi abusivi nel palaghiaccio ma si è rivelata un’impresa quasi impossibile. L’incendio? Sì, potrebbe avere un effetto sul futuro prezzo di vendita». L’assessore allo Sport Simone Merli intanto sottolinea «che la struttura non è comunale, bensì privata e di competenza della curatrice fallimentare. Il Comune non dà in gestione il PalaSilver essendo appunto, privato». (gi.ca.)
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