La Nuova Ferrara

Ferrara

Ferrara, il giallo del materasso e le proteste nel quartiere

Ferrara, il giallo del materasso e le proteste nel quartiere

Poco prima del rogo del palaghiaccio masserizie in fiamme nella vicina via Verga Fuliggine e puzza di bruciato. «Balordi e prostitute, una situazione inaccettabile»

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Un piccolo giallo che potrebbe non avere alcun legame con l’incendio del PalaSilver. Ma ieri mattina i vigili del fuoco hanno preso in considerazione anche quella chiamata nel novero delle notizie utili per cercare di individuare le cause dell’incendio del palazzetto del ghiaccio, struttura da anni in disuso e oggetto di una procedura di fallimento.

Verso mezzanotte e mezza di venerdì una telefonata ai vigili del fuoco ha infatti segnalato la presenza in via Verga, a poche centinaia di metri dal PalaSilver, di un materasso in fiamme. Una chiamata che avrebbe potuto essere archiviata come l’ennesimo episodio di vandalismo. L’aspetto che ha invece attratto l’attenzione dei vigili del fuoco, a cui sono stati affidati approfondimenti di polizia giudiziaria, è la quasi concomitanza con l’ora in cui le fiamme hanno iniziato a divorare l’ala dei servizi accessori del PalaSilver.

L’allarme, in questo caso, è giunto con una telefonata successiva, all’1.12. Un tentativo di tenere impegnati i vigili mentre qualcuno, a qualche centinaio di metri di distanza, innescava l’incendio del palaghiaccio? Un modo di sbarazzarsi di una possibile prova, dopo aver utilizzato il materasso per fare attecchire meglio il fuoco? In questo caso però il materasso dovrebbe essere stato trasportato fuori dal palazzetto con i rischi di incappare in qualche controllo e spento prima di essere trasferito altrove. O semplicemente un atto di teppismo scollegato dal rogo?

Attorno a via Verga e a via Falcone, sull’altro lato di via Beethoven, ieri mattina molti residenti hanno dovuto spazzare i balconi e le carrozzerie delle auto su cui si è posata nella notte la fuliggine sollevata dall’incendio del PalaSilver. «La puzza di plastica bruciata era molto forte - spiegavano ieri alcuni abitanti della zona - ma qualcuno l’ha scambiata per l’odore che si spande dai cassonetti incendiati (ci sono stati diversi casi nei dintorni ultimamente) o per le emissioni provenienti dal Mezzano dove da questa estate brucia la torba».

L’altra notte l’Arpa ha eseguito un sopralluogo verso le 3. Ma la strumentazione tecnica utilizzata per eseguire le indagini ambientali in tempo reale non ha evidenziato livelli preoccupanti di contaminazione dell’aria. «Comunque è bruciata plastica (tra cui la copertura del palaghiaccio, ndr) e quindi l’odore è stato molto forte e fastidioso», spiegava ieri Pier Luigi Trentini, direttore dell’Arpa.

Chi abita nei palazzoni affacciati su via Beethoven ha chiuso le finestre, tanti dormivano e si sono accorti del fatto solo ieri mattina. Numerosi cittadini ricordano che «negli anni, dopo il fallimento e la chiusura il PalaSilver era diventato un luogo frequentato di notte da balordi, prostitute e clienti, stranieri senza casa. Come il vicino PalaSpecchi». Paolo Mariggiò racconta di aver segnalato nell’agosto 2012 le «inaccettabili condizioni igieniche, la mancanza di decoro (lì vicino passano le famiglie con i bimbi per andare in piscina e in palestra) e lo stato di degrado a forze dell’ordine e autorità. Ci vorrebbe una bonifica radicale, il Comune si limitò a un intervento - comunque importante - nel sottopasso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google