Ferrara, PalaSilver a fuoco per tutta la notte
Sei squadre di pompieri impegnate per oltre sei ore Bruciati circa 400 metri quadri. Prende corpo l’ipotesi dolo
FERRARA. Dalla gelida ma accogliente distesa del ghiaccio levigato all’infernale calore del fuoco. La sfortunata parabola del PalaSilver di via Beethoven (per martedì 22 è fissata la vendita all’asta) assomiglia sempre più a un paradosso. Un incendio devastante nella notte fra venerdì e sabato ha ridotto l’ex ala monopiano delle attività accessorie del palaghiaccio a un cumulo di macerie circondato da pareti annerite e deformate, un pericoloso ammasso di detriti a cielo aperto sul quale incombono i vetri esplosi dei finestroni laterali.
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La telefonata che segnalava un’alta colonna di fumo nero sopra la struttura, eretta quasi venti anni fa a fianco del PalaSpecchi, ha fatto accorrere all’1.12 di ieri sei squadre dei vigili del fuoco (3 dalla vicina via Verga, 2 da Bondeno e 1 da Portomaggiore) che hanno impiegato oltre sei ore per circoscrivere e domare le fiamme. La struttura è stata dichiarata inagibile.
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Da ieri mattina è delimitata da una recinzione in metallo per motivi di sicurezza. L’entità del danno patito e la vastità dell’area bruciata, circa 400 metri quadrati, a cui si aggiunge una parte della copertura della pista del ghiaccio in pvc, liquefatta dall’altissima temperatura, ha spinto gli inquirenti a indagare sulla probabile origine dolosa dell’incendio. Accertamenti tecnici sono in corso da parte dei vigili del fuoco e della polizia scientifica; le indagini sono svolte dalla Squadra mobile.
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L’incendio ha iniziato a svilupparsi dopo mezzanotte (fino a quell’ora c’è stata attività nel vicino PalaHilton Pharma). Quando i pompieri sono giunti sul posto «il pavimento in pannelli di truciolare sembrava un enorme tappeto che bruciava», commentava ieri uno dei vigili del fuoco parlando coi colleghi. I tecnici lo chiamano flashover, in italiano incendio generalizzato, un fenomeno innescato dal forte aumento di pressione e temperatura quando il fuoco si sviluppa in ambienti chiusi. La portata dell’incendio potrebbe essere stata accresciuta da un allarme ritardato (l’ala divorata dal fuoco non è visibile da via Beethoven) ma non si esclude che la superficie interessata possa essere stata ampliata dall’intervento di malintenzionati (il luogo è da anni teatro di furti e atti vandalici oltre che frequentato da stranieri e prostitute accompagnate dai clienti, nonostante sia programmata un’attività di vigilanza a giorni alterni). La porzione di fabbricato più compromessa ospitava l’ex biglietteria, una saletta ristoro, gli spogliatoi e i servizi igienici. (gi.ca.)
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