Il Museo dell'Ebraismo di Ferrara aprirà entro il 2019
La previsione è di Carla Di Francesco (Mibact), tappa intermedia il nuovo ingresso su via Rampari
FERRARA. Tra le tante aperture straordinarie di musei, pinacoteche,gallerie e biblioteche avvenute nelle Giornate Europee del Patrimonio, si segnala l'apertura del cantiere del Museo nazionale dell'Ebraismo e della Shoah, che domenica 20 dalle dieci alle tredici ha consentito ai visitatori di osservare personalmente l'avanzamento dei lavori. Il ritrovo della visita guidata era a Rampari di San Paolo, perché questo l'ingresso principale del museo. Meis che «realisticamente aprirà entro il 2019» spiega la dirigente del Mibact, Carla Di Francesco, che ha condotto la visita guidata: «Dopo che avremo restaurato il corpo C entro il 2017, ci dedicheremo al D». Lo stanziamento di 7 milioni dello scorso agosto, da parte del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, servirà per il nuovo lotto, che quando sarà ultimato consentirà l'ingresso dai Rampari di S. Paolo (più comodo per gestire il flusso dei visitatori e per parcheggiare parcheggi i pullman), e non più da via Piangipane.
Grazie per le splendide immagini @Mi_BACT @dariofrance @paginebraiche https://t.co/NmnGjxJXPh
— MEIS museum (@meisweb) 20 Settembre 2015
L’architetto Di Francesco informa che «il progetto risale a una legge speciale e tra il 2003 e il 2006 si è partiti con una serie di lavori che hanno recuperato la palazzina di via Piangipane. Il luogo è stato concordato tra il Comune di Ferrara, la Fondazione Meis e il Ministero dei Beni Culturali, e si è scelto l'ex carcere, di fatto in abbandono dal 2002. La collocazione è decentrata rispetto al cuore della città, ma l'ambizione è anche quella di riqualificare la zona sud. Essendo il Meis Museo Nazionale si apre ad un interesse che va oltre la città, quindi richiede una gestione diversa». La visita prosegue attraversando un cantiere a cielo aperto, da cui è possibile vedere la palazzina che costituisce il corpo C: «Qui realizzeremo un padiglione temporaneo per fare attività sulla linea di altri musei, non solo italiani, non solo dedicati all'ebraismo. Il Meis ha infatti come diretto corrispondente il Museo della Storia degli Ebrei Polacchi di Varsavia, già in funzione». Il concorso per il restauro è stato vinto da un gruppo di giovani progettisti italiani, la cui filosofia, che è piaciuta alla commissione, «è il gioco di contrasti tra conservazione e rinnovamento. Gli elementi più usati saranno il metallo e il vetro. All'ultimo piano ci sarà anche un ristorante, offrendo così tutti quei servizi che un museo deve dare. Il corpo museale avrà anche un auditorium al piano terra, con una vetrata che si affaccerà sulla palazzina di via Pangipane. Il corpo C ospiterà esposizioni, documentazioni e la biblioteca del Museo, mentre le aule didattiche saranno al piano superiore dello stesso corpo». L'ultimo ad essere costruito sarà il corpo B, che ospiterà le esposizioni permanenti e l'auditorium.
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