Ferrara, l’inchiesta Tartari riparte da Aguscello
Nuovi controlli nella casa e anche al cimitero di Mizzana, i due punti del giallo
FERRARA. Si riparte da dove tutto è cominciato, quasi due settimane fa, dalla casa di Aguscello, dove oggi continueranno altre ricerche così come, secondo quanto programmato e secondo quanto si apprende dagli inquirenti, verranno attivati altri controlli anche nell’area del cimitero di Mizzana. La scomparsa di Pierluigi Tartari rimane ancora senza soluzione, ma il mistero della sua assenza (anche se ormai si stanno delineando i fatti, ovviamente ipotetici e tutti da dimostrare, da qui la difficoltà delle indagini) ha perlomeno dei punti fermi.
Su questi punti fermi stanno lavorando procura e polizia, il pm Filippo di Benedetto e il dirigente della mobile, Andrea Crucianelli che stanno coordinando una task-force messa in campo senza precedenti nelle indagini svolte a Ferrara, alla ricerca di Tartari, ufficialmente ancora solo e soltanto scomparso.
Il motivo è quello che vanno ripetendo tutti, a partire dal procuratore capo Bruno Cherchi: «è un dovere cercare Pierluigi Tartari», e fino a quando non verrà trovato, vivo o morto che possa essere, le indagini difficilmente potranno avere una accelerazione.
Le indagini si stanno svolgendo con l’ipotesi di rapina (l’assalto nella villa di via Ricciarelli ad Aguscello) e - concretamente - anche se vi sono diversi sospettati nel fascicolo delle indagini, nessuno di loro risulta ancora indagato per le poche ipotesi di reato, ad oggi concrete: ricettazione o uso indebito di carte.
Si tratta delle persone che potrebbero aver sequestrato Tartari ma sulle quali vi sono riscontri, al momento, solo sul fatto che hanno usato tessere bancomat e carte di credito per prelevare soldi e fare spese. Persone che - da quanto si apprende, non solo nelle ultime ore - sono straniere e potrebbero anche non essere più in Italia.
Non certo per le fughe di notizie di questi giorni.
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