Fiom all’attacco del Jobs act Parte la campagna sindacale
La nuova fase della contesa sindacale sul Jobs act si sta per aprire sui luoghi di lavoro. Venerdì scorso la Fiom ha mandato una lettera a Unindustria, Cna e Confartigianato. Un messaggio di diffida...
La nuova fase della contesa sindacale sul Jobs act si sta per aprire sui luoghi di lavoro. Venerdì scorso la Fiom ha mandato una lettera a Unindustria, Cna e Confartigianato. Un messaggio di diffida rispetto a una possibile applicazione unilaterale della riforma: ancora non risultano movimenti in tal senso nelle fabbriche ferraresi, tuttavia i metalmeccanici della Cgil anticipano i tempi. «È una campagna regionale e l’Emilia Romagna è la prima in Italia – dice il segretario generale Samuele Lodi – a seguire le indicazioni del direttivo nazionale della Cgil che ha deciso un percorso di contrasto al Jobs act, prima per via legislativa con un nuovo statuto dei lavoratori che stiamo tentando di delineare e poi per via contrattuale, sia su scala nazionale sia sul secondo livello». Le cose che non piacciono alla Fiom sono note: la nuova disciplina dei licenziamenti dopo la strozzatura dell’articolo 18, i controlli a distanza, il demansionamento. «Non accetteremo mai un simile stravolgimento delle condizioni di lavoro», si scrive nella lettera inviata dal sindacato di piazza Verdi. Da cui a breve partirà una missiva, nella sostanza simile, rivolta direttamente alla cinquantina di aziende metalmeccaniche della provincia in cui la Fiom ha almeno un eletto in Rsu e ad altre 230 dove c’è come minimo un iscritto.
«La nostra è una posizione costruttiva – precisa Lodi -, siamo alla ricerca di un confronto con le associazioni di categoria e le aziende: stiamo ai contenuti, questa non è ideologia, vogliamo regole certe. Il contratto a tutele crescenti l’avevamo proposto noi per primi, pensando a un possibile allungamento del periodo di prova seguito poi da un’assunzione che preveda tutele piene: sarebbe una buona cosa tornare a quell’idea originaria». E se la diffida non dovesse avere effetto? «Allora metteremmo in campo tutte le azioni di contrasto a nostra disposizione per rendere inapplicabili quelle norme», dice Giovanni Verla. Va ricordato che a breve si inizierà a parlare del rinnovo del contratto nazionale di lavoro: quello con Federmeccanica scade a fine anno. Si punta anche sulla via referendaria per cancellare il Jobs act, «ma vogliamo – aggiunge Lodi - che la decisione sia presa dalla Cgil; anche se è vero che l’elemento tempo ha la sua importanza e come Fiom, se si andasse per le lunghe, potremmo fare le nostre valutazioni». E inserirsi quindi nella campagna di raccolta firme (otto in totale sono i quesiti su cui sono aperte le sottoscrizioni, anche a Ferrara) già avviata da Possibile, il movimento di Pippo Civati.
Fabio Terminali
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