Il giallo di Aguscello, un confidente: li conosco, so chi ha preso Tartari
Verifiche sulle parole del testimone, atti inviati in procura e messi a confronto con le carte su altri sospettati
FERRARA, «Non ci sono novità», sibila nervoso uscendo dal suo ufficio della procura il pm Filippo di Benedetto, infilandosi poco dopo nell’ufficio del procuratore capo Bruno Cherchi per fare il punto. Sono giorni di tensione per procura e polizia, 12° giorno dalla scomparsa di Pierluigi Tartari, pensionato 73enne di Aguscello svanito nel nulla. Per cercarlo anche ieri sono continuate le ricerche tra Mizzana e Aguscello, coi cani molecolari a spasso nei campi attorno al cimitero di Mizzana e addetti della Forestale e polizia provinciale ad Aguscello e nella casa di Tartari.
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Sul piano delle ricerche non vi sono novità, mentre invece su quelle delle indagini emerge un retroscena, su cui sono in corso verifiche da parte degli inquirenti. Un confidente dei carabinieri avrebbe riferito nei giorni scorsi di conoscere e sapere chi sono le persone che hanno preso Tartari, sarebbe stato sentito dai carabinieri e gli atti poi inviati alla procura. Sono in corso valutazioni sulla credibilità di quest’uomo, uno straniero, e verifiche per incrociare i dati riferiti e le altre persone sospettate dalla polizia, stranieri anche questi, individuati in quanto autori, perlomeno, dei prelievi con il bancomat.
Le loro facce sono state riprese dalle telecamere delle banche dove sono stati eseguiti i prelievi con la tessera Bancomat di Tartari e nei punti in cui sono stati fatti acquisti, di scarpe e telefono all’Ipercoop Le Mura, e in punti vendita nel Comacchiese. Il retroscena sul confidente dei carabinieri, però, spiegano gli inquirenti dalla questura, non avrebbe dato nessun contributo nuovo all’inchiesta condotta dalla squadra mobile che ha già raccolto materiale rilevante nell’indagine giunta al punto cruciale: da qui la cautela degli inquirenti, in attesa di una evoluzione da inserire nel fascicolo, il ritrovamento di Tartari (vivo o morto) o passi falsi dei sospettati.
Sospettati che come riferito da tempo farebbero parte di un gruppo di persone, «balordi e pericolosi» li aveva definiti un inquirente. Persone finite da giorni nel mirino di procura e polizia e che potrebbero anche non essere più in Italia. Secondo quanto emerso finora nelle indagini, si tratta del gruppo che ha assaltato mercoledì sera, 9 settembre, la villa ad Aguscello in via Ricciarelli dove abita Tartari.
Quindi i rapinatori l’hanno costretto a seguirli, per aver garanzie sui pin e poter far prelievi con bancomat e carta di credito: prelievi eseguiti il giorno dopo la scomparsa, giovedì 10, mentre l’allarme della assenza di Tartari viene lanciato il venerdì 11. Poi il ritrovamento della macchina, la Opel Corsa con cui i rapinatori hanno sequestrato Tartari, trovata sabato davanti al cimitero di Mizzana. Dove erano ancora ieri mattina gli inquirenti, a caccia di tracce coi cani: non è forse troppo tardi?
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